142 UNGHERIA spalle quelle stanze, che ospitarono tante volte Francesco Giuseppe, il Kaiser così temuto, nelle cui mani erano i destini d’Europa. Nel centro del giardino è il monumento equestre ad Eugenio di Savoia; intorno viali, aiuole, fontane mormoranti. Lasciando il parco, visitiamo l'interno del palazzo. Saliamo una scalinata di marmo e subito vediamo una fila interminabile di sale tutte adibite alle cerimonie di corte. La prima sala, come tutto l’interno del palazzo è in stile rococò : abbondanza di fregi, di ornamenti, poderosi lampadari in legno, per candele, dagl’innumerevoli bracci bizzarramente ricamati. Le pareti sono tappezzate di seta rossa damascata, italiana. A sinistra è un quadro di Engert, riproducete la Battaglia della Zenta, degli Ungheresi contro i Turchi, di cui fu valoroso condottiero Eugenio di Savoia. Il vincitore infatti domina nel quadro: nell’atteggiamento della persona, nell’espressione del volto, negli occhi radiosi è evidente l’esultanza per la vittoria. Presso di lui siede il viennese Heiberg, ferito alla testa, che lo rimira con compiacenza, dimentico delle sue sofferenze. In basso un messaggero del Duce, pone al galoppo il suo cavallo, mostrando il plico contenente la lieta novella, che dovrà essere auutm-