SULLA COLLINA DI S. GHERARDO 13 gira fra i tavoli e tira dall’arco sospiri e singhiozzi ; un altro, pure col violino, par che se stesso oblii in un mondo di nostalgie e rimpianti ; il basso è assorto : a tratti si scuote e sordo prorompe il suo lamento. Strani davvero i passaggi di questa musica : l'esaltazione, la follia ti portano d’improvviso nell’idillio dolente, nel languore accorato. Il cielo questa sera si è associato ai suoi palpiti : dai bagliori di fiamma è passato alle tenebre fosche. Quando la musica tace c'è un istante di religioso silenzio. S'insinua negl’ innamorati una commozione malinconica : più accesi gli sguardi, più trepida la manina gentile. Piccoli paralumi penduli proiettano una luce calda, velata; le figure paiono agitarsi in un mondo tra reale e fantastico ; vasetti di fiori alitano una sottile fragranza. Luci ed ombre, voci e silenzi, carezze d’effluvii, son melodiosi accordi, quassù, alla sinfonia dell’amore.