— 281 - delle seterie, dei battilane, argentieri, intagliatori e tintori. I formaggi e le carni affumicate di Cattaro erano ricercatissimi. — L’Albania e la finitima Contea di Cheimo si servivano del salifìcio cattariuo (V. ,,La Zedda e la Dinastia dei Balsidi — Prof. G. Gelcich, p. 12 e seg. — Spalato Tip. Soc. 1899). — Buona parte delle abitazioni nelle Bocche di Cattaro, avevano nel medio evo le loro torri di difesa. — Santa Maria di Portorose, San Pietro in Albis della Bianca e San Giorgio di Perasto — cenobi benedettini —; poi: Teodo, Perasto, Dobrota, Perzaguo, Sca-gliari, tutta la riviera di Budua verso Castellastua, la Buljarica ecc. mostrano ancor oggi avanzi di fortificazioni e di case munite. La Marincrezza bocchese, era una confraternita di tutti i marittimi delle Bocche, collo scopo di promuovere, sotto lo stendardo della religione e dell’ amore alla patria, la prosperità morale e materiale della propria marina, quanto gl’ interessi di ogni singolo individuo. — 11 prender parte a questa istituzione era obbligatorio ; nessun paesauo poteva dedicarsi al servizio del mare, senza appartenere alla Marinerezza. — Sebbene datino appena dall’anno 1463, gli Statuti scritti della Marinerezza bocchese, non è difficile stabilirne l’esistenza fin dall’ anno 809 d. Cr., da quando cioè venne trasportato a Cattaro il corpo di San Trifone, mentre i suoi esordi dovrebbero essere collegati coi principi della vita municipale nelle Bocche. Sotto il governo francese, furono soppresse tutte le confraternite laiche e confiscati i rispettivi patrimoni. — Tale sorte toccò anche alla Marinerezza bocchese, che rivisse appena nel 1814, sotto la seconda dominazione austriaca. — Però, fu la Marinerezza nell’anno 1817 sospesa di bel nuovo e venne rinnovata appena nel 1833 per la mediazione del Governatore Conte di Lilienberg. — Nell’anno 1849, nuovamente soppressa, fu finalmente riconosciuta e ristabilita, l’anno 1859, ma come semplice corpo, senza sfera d’azione politica nè marittima. — Nell’anno 1861, i serbi, professanti la religione greco-orientale, se ne separarono, per formare una società propria, la Srpska Garda. — Lo stendardo della Marinerezza bocchese fu nell’anno 1872, ornato da Sua Altezza Imp. e Reale l’Arci-duca Alberto di un nastro, col motto ,,Fides et Honor“. La principale comparsa della Marinerezza ha luogo — nall’ occasione della festa di San Trifone, patrono di Cattaro. — Ai 27 Gennaio si apre la solennità con la ,,lode" dell’imminente solennità, pronunziata da un ragazzo in divisa, il così detto piccolo Ammiraglio. — In questo giorno, come anche ai 2 e 3 di febbraio, i membri della Marinerezza fanno le loro comparse e danzano il caratteristico ballo di San Trifone. — I membri della Marinerezza presentemente ascendono a circa 200, divisi fra Cattaro Spigliari, Scagliari, Dobrota, Mulla, Perzaguo, Stolivo, Lastua, Teodo e Krasic. — Il corpo non è soggetto alla legge sulle associazioni. La srpska garda, è per le festività greco-ortodosse, quello che la Marinerezza è per le feste cattoliche.