— ¿OS — Queste quattro famiglie, esistono ancora oggigiorno, ed i loro rampolli, quantunque semplici contadini, pur distinguonsi per innata gentilezza di forme e per gli aspetti, semplicemente alteri e dignitosi. — Sono in possesso di vecchi diplomi nobiliari, privilegi e pergamene che gelosamente conservano. Gli iiltimi Conti, all’ epoca della fine della repubblica veneta furono : Vojin Bojkovic, Marco Ljubanovic, Marko Lazarevic e Jovo Tujkovic. Nell’anno 1830, vennero cambiati i nomi delle quattro Contee, d’allora chiamate dalle rispettive chiese parrochiali di: Santa Trinità, Santa Maria, San Sava e Santa Veneranda. — Sotto il Governo austriaco, negli anni 1822-1847, troviamo nominati in qualità di „Grbaljski Sindici“: Giorgio Vuskovic: Giorgio Zec ; Stanislao Lazarevic; Demetrio Tujkovic e Giorgio qm. Marco Vuskovic. — La vecchia divisione delle quattro contee, sebbene si conservi nel popolo, ha presentemente un mero significato storico. Il Soliocko fiolje, si estende nella lunghezza di circa mezz’ ora e nella larghezza di un quarto d’ora. — Prima, eranvi lì le Saline, stabilite ancora nel XIII secolo, per la confezione del sale bianco e greggio. — Negli anni 1360-1363, Cattaro guerreggiò con Ragusa, per conservare gli utili delle saline. — Nel 1380, Ragusa le fece distruggere a mezzo del suo inviato Pietro de Sorgo. — Le saline appartenevano al monastero di Prevlaka, ai Balsic ed ai Crnojevic, fin l’anno 1456, in cui Stefano Crnojevic, per la prima volta, cedette arbitrariamente il territorio di Grbalj ai Veneziani. — Però, appena ai tempi di Ivan-beg (1471-1490) riesci ai Veneziani di acquistar definitivamente le saline, affidandole a quelli di Krtole. — Anche singoli patrizi di Cattaro, avevano parti delle saline stesse. — C’ è una carta topografica italiana, dove sono con grande precisione indicate le saline e loro adiacenze, disegnata dal colonnello ingegnere Francesco Melchiori, che regolò i confini fra Krtole e Grbalj, nel mese di Giugno 1736. — Quelli della Zuppa, come gli altri contadini dalmati, vanno alle contese di confine, come a nozze. — Ed anche oggi, quando il battagliero costume, venne a poco a poco infrenato dal governo austriaco, nessun sagrificio è al popolo grave, pur di riescir vincente nella lite del patrio confine. Ed annualmente, le villiche processioni con le croci, percorrono la linea del proprio circondario, quale solenne affermazione di possesso. — Succede non di rado, che i cortei dei villaggi contendenti s’incontrino nel punto contestato e la funzione religiosa degeneri in zuffa sanguinosa. E le roccie di Odoljen e di Gorazda ; quelle del Velivrh, del Kozmac e della Percija glava ; della Dubovica, dello Spas, e del Golic, scolpite di rustiche croci, segnano il confine del patrio comune locale. Il Dio Termine della rocca Tarpea, che non cede il suo posto neppure a Giove, quando Tarquinio il superbo vuole erigergli un tempio, in nessun luogo può intendersi meglio che da noi. — Son pronti sempre i nostri