20 UNGHERIA Qualcuno più cerimonioso, sempre se la signorina non ha la fortuna di brillare per uno stemma nobiliare, prova talora a chiamarla per nome, con l’aggiunta di « onagysdga », ad esempio : « liona Ònagysdga » Elena sua grandezza.... Ma anche questo appellativo non soddisfa le signo -rine ungheresi, anzi ne rimangono offese non meno che per il « kisasszony'», poiché « onagysdga » è il titolo che spetta alla moglie del fornaio, del salumiere ecc. E allora — domanderà qualcuno bene intenzionato — Come dovrò chiamarla ? — Per nome, nuH’altro che per nome ! La signorina ne sarà appagata ; se voi le piacete, ve lo proporrà lei stessa subito, al primo incontro, per evitar dispiaceri e delusioni, chè le ungheresi van per le spiccie. Altra singolare abitudine, in Ungheria, è il darsi del « tu ». Pur conoscendosi per la prima volta, signori e signore, tra di loro, reciprocamente, se dello stesso rango, ammettono subito questa forma intima, confidenziale. Se tu, mosso da un riguardo, provi ad usare il « Lei », ti metti in un altro impiccio! . . Sei giudicato superbo e scortese. Il « Lei » si può dare soltanto agl’inferiori, alla servitù, perchè con la sua freddezza, ribadisce la distanza che