— ii7 — — A Zara, erige poscia un castello e vi lascia ini presidio*). — Nel 1116, Zara si arrende al doge Ordelafo Falier. — Ai 22 Marzo 1145, la repubblica di \ enezia, con sua ducale, conferma città principale di tutta la Dalmazia, la città di Zara. Il Pontefice Anastasio IV colla Bolla ,,Licei universaìis“, di data 17 Ottobre 1154, innalzò la chiesa di Zara al grado di Metropolitana, assegnandole per suffraganee le diocesi di Arbe, Ossero, Veglia e Lesina, e decorando del pallio e del titolo metropolitico il suo arcivescovo. — In tal modo, la chiesa di Zara venne staccata dalla giurisdizione dell’ arcivescovo di Spalato. Con Bolla, di data 24 febbrajo 1155, papa Adriano IV sottopone 1’ arcivescovo di Zara, alla giurisdizione del Patriarca di Grado. — Addì 13 marzo 1177, approdò a Zara il Pontefice Alessandro III, e montato su una mula bianca, si diresse alla cattedrale di Santa Anastasia. — Nel 1x80, i Zaratini si dedicano al re d’Ungheria, per non essere soggetti al Patriarca di Grado. — Nel 1192, Riccardo Cuor di Leone, nel suo ritorno dalla terza crociata, si fermò a Zara, accompagnato dal Barone normanno Balduino di Bethune. — Ai 10 Novembre 1202, i Crociati (quarta Crociata 1202-1204, Balduino di Flandria ed il Marchese di Monferrato) al comando di Enrico Dandolo, giunsero in vista di Zara, che ai 24 Novembre fu costretta alla resa. — Le sue mura vengono smantellate: atterrati i palazzi ed i templi. E così, Zara resta in mano di Venezia fino l’anno 1242, in cui si mette sotto la protezione di Bela IV d’ Ungheria, che conferma i privilegi di Colomano e Bela III. — Nel 1311, Carlo Roberto conferma i precedenti privilegi, essendo Conte di Zara, Mladeno Subic di Bribir (Comes perpetuus Jadrae). Dal 1313 fino il 1345, nuovamente il dominio veneto ,,salvis juribus regis Hungariae“. — Nel 1342, Zara ha un rettore veneto, ma proprio presidio e si regge coi propri Statuti. — Dai 15 Dicembre 1346, Zara è senza restrizione soggetta a Venezia. Il trattato di pace di data 18 Febbrajo 1358, conchiuso a Zara, fra la Repubblica veneta e Lodovico re d’ Ungheria, stabilì che la Dalmazia tutta rimanga al re medesimo, che manda a governare in sito nome la provincia, Carlo di Durazzo, eli’ esso re, privo in allora di figli, avea destinato suo successore. *) Colomano, ritiensi abbia avuto sepoltura nalla Chiesa di Santa Maria, presso l'altar maggiore. La chiesa appartiene ad epoche diverse. Il Campanile è di stile romanico, dall’architettura singolarissima, specialmente nelle fondamenta. Una nicchia ad archi credesi sia la sepoltura di Ve-kenega figlia di Re Crescimiro. Sonvi parecchi antichissimi reliquiari (sec. XI e principio sec. XV); un ricamo delle monache di Spalato, molto vecchio e di grande valore. Inoltre, nella stessa Chiesa di Santa Maria, eonservansi: un quadro di San Gregorio Magno, anteriore al XIII sec., ed un dipinto della Madonna, della scuola di Raffaello.