— !3o — ascende all’anno 1212, tanto ammirato dal Jackson; dall’aitar maggiore artistico a ciborio, die finisce in un fiore di marmo, e 1’ arca argentea di San Cristoforo. — Sede vescovile, fino all’anno 1145, soggetta al metropolita di Spalato e poi a quello di Zara. L’ Eitelberger ritiene per la scultura veneziana, parecchie parti della Chiesa essere dei sec. XIV e XV ; altre invece appartenere all’ arte romanesca primitiva. Conservatisi ancora molte pergamene del secolo X, di valore storico ; fra le altre un diploma originale di Pietro Crescimiro dell’ anno 1070. Nell’ anno 875, gli abitanti latini di Arbe pagano un tributo di cento ducati, annui, ai Conti Croati. — L’ anno 998, viene presa dal doge Pietro II Orseolo. — Nel 1018, si obbligano il vescovo ed il podestà Bellotta di prestare ogni anno a Venezia per titolo di tributo: dieci funti di seta, e ciò nel giorno di Natale. — Dal 1059 fino al 1070 è sotto la protezione di Pietro Crescimiro. — Nel 1075, viene assediata dal duce normanno Haming, che addì 9 Maggio leva 1’ assedio. — E più tardi, tale giorno veniva festeggiato dal Comune, ritenendosi miracolosa la liberazione, pel patrocinio di San Cristoforo, la cui reliquia (il capo) in una cassettina d’argento, con figure di smalto,*) si conservava ancor prima nella chiesa della Beata Vergine. — Nel 1106, riconosce Colomano d’Ungheria e nel 1118, passò a Venezia, dietro patto stretto col doge Ordelafo Falieri, che guarentiva i vecchi privilegi ed in particolare il diritto di eleggere da sè il vescovo ed il Podestà. Già, ai tempi romani, Arbe era un’ importante stazione pel commercio. — Più tardi, fu per Venezia e peli’Ungheria, la prima tappa per le navi dirette nel Levante. — Una vecchia torre guarda 1’ entrata del porto. — Nalle mura è incastonato il leone di San Marco. — Notevole nel duomo, — come si disse — 1’ altare maggiore a ciborio, sostenuto da sei colonne. Venne la chiesa rinnovata negli anni 1287, 1438 e 1490. Rimarchevole anche la ruina della chiesa di San Giovanni Battista, di cui 11011 è precisabile, quando sia stata eretta. — Una cappella più recente, è opera di Alessio da Durazzo. Il quartiere, presso il Duomo, è disabitato dall’ anno 1456, in cui uua pestilenza ebbe a mietere mezza popolazione. — Nella chiesa è particolarmente rimarchevole il Coro, lavoro veneto dell’anno 1445, somigliando gli Stalli nel carattere e nei dettagli a quelli della Chiesa dei larari di Venezia. — Era prima cattedrale ed aveva il proprio vescovo. — Adesso è arcipretale ed appartiene alla Diocesi di Veglia. — Nel duomo sono inoltre particolarmente rimarchevoli : il dipinto della Madonna, della scuola *) I/' arca „Martyris laureati Cristofori“ deve appartenere al principio del sec. XIII. La sua forma artistica è greco-bizantina. Le figure corrispondono alla „Legenda aurea" di Jacobus a Voragine, sulla vita di San Cristoforo.