— 504 — Il provvedimento dei poveri e le spese ospitalizie gravitano sui Comuni dalmati, con importi considerevoli. Ritengo che, in proporzione, i Comuni delle altre Provincie austriache sieno assai meno aggravati, giacché da noi son molti i poveri, l’emigrazione è forte, e vanno non di rado perfino gli ammalati, in cerca di lavoro e di pane. Le spese per la polizia sanitaria sono maggiori che altrove; giacché da noi, oltre il resto, devesi pagare molto bene il medico comunale e trovasi difficilmente, anche col-l’assegno di buoni emolumenti. Devonsi da noi continuamente instituiré scuole e fabbricare adatti edifizì scolastici. La mancanza di canali e di fogne ; i non regolati mondezzai delle campagne ed anche delle città, sono piaghe sempre aperte, che i Comuni per deficienza di mezzi, non possono sanare da sé. — La malaria e la mancanza di acqua potabile nelle isole e nel montano, contribuiscono a rendere difficili le condizioni della nostra esistenza e l’azione del Comune. L invalso l’uso di affibbiar la colpa di tutto al Comune, che si ritiene non sia in generale all’ altezza dei propri compiti. Anche ciò, non corrisponde al vero. I Comuni in Dalmazia fanno il possibile per adempiere i propri compiti ; sono però assai di frequente messi nell’ impossibilità di esplicare un’ attività più proficua. Il capro espiatorio è sempre il Comune ; gl’ impiegati non fanno il proprio dovere ; le contrade sono male illuminate ; le strade abbandonate ; non c’è sicurezza nella polizia campestre; le guardie di polizia sono inette; gli spazzini trascurano la pubblica nettezza. Questi ed altri lagni sentonsi continuamente e qualche volta sono giusti. Però, di regola, gl’ impiegati sono attivi ; le guardie di polizia sono abbastanza buone ; corrispondono anche gli altri organi, ma — come si disse —- mancano i mezzi. — Non c’ è denaro in cassa, che basti per tanti dispendi, — e questa è la causa principale del disordine. Si attivano adesso in Dalmazia sezioni di polizia, con organi di polizia del Governo. La popolazione dalmata è — senza distinzione di nazionalità — leale, ossequente alle leggi, fedele allo Stato. Sonvi anche da noi, dei ciarlieri nei pubblici ritrovi; sonvi dei ragazzi, irresponsabili per l’età e poca maturità di senno ; c’ è di mezzo il temperamento meridionale, per cui si dicono tante volte delle cose, che non si pensano sul serio. Ma, d’altro canto, è radicata la venerazione sincera e profonda, peli’ Imperatore ; il rispetto per l’Autorità e per la legge, è insito nel nostro popolo. È quindi, da questo lato, la misura della polizia dello Stato, sembra a molti superflua, tanto più che significa uno strappo alle vecchie tradizioni municipali. La legge sanzionata deve essere però sacra a tutti, mentre tali astratte e dottrinarie opinioni non saranno forse giustificate, di fronte ad altri criteri, di ordine superiore.