Mladino la temporanea custodia dei castelli di Glissa, Almissa e Scardona (V. Morosini Paolo St. p. 252 e Lucio Meni. p. 246), mentre si metteva d’ accordo col Bano di Bosna e con Stefano Nemanja, all’ uopo di rendere frustranei i disegni dell’ Ungheria. — L’ 8 Luglio 1357, Traù e Spalato congiurarono d’ accordo, ed espilisi i Conti veneti, fecero spontanea dedizione al Re d’ Ungheria. — Anche Zara, per tradimento di Alberto abate di San Grisogono, si ribella ed il presidio veneto si riduce a salvamento. Indi, resero la città a Re Ludovico, accorso in persona ed agevolare 1’ insurrezione, per mezzo della quale divenne padrone di Scardona, Sebenico, Nona e di altri luoghi (V. Lucio Op. cit. p. 252 e seg ; Kreljanovich Memor. stor. Voi. II pag. 155 e seg.). — La pace fu conclusa nel giorno 18 Febbraio 1358, ed i Veneziani rinunziarono alla Dalmazia e ai titoli relativi. — Ma nel 1378, Vettor Pisani, andò sotto Cattaro e la prese. — Traù due volte fu assalita, Zara molestata, Sebenico messa a sacco e Arbe dovette arrendersi. — Per mediaziore di Amedeo Conte di Savoja, le due repubbliche di Genova e Venezia devennero alla pace conclusa a Torino e la Repubblica di Venezia confermava 1’ anteriore rinunzia, restituendo Cattaro a Lodovico d’ Ungheria. — La morte di Lodovico lasciò nuovamente esposto il paese all’ arbitrio dei faziosi, che sbalzarono dal trono sua figlia Maria e con la madre tennero prigione a Novegradi, d’ onde i Veneziani la liberarono. Stefano Tvartko re di Bosnia, sostenuto da Giovanni Palisna, priore dei templari di Vrana, occupò tutte le riviere da Cattaro al Narenta ed al Cetina. — Clissa si arrese ; Traù, Spalato e Sebenico gli si dedicarono. — Le rivolte si rinnovarono quando le città stesse toccarono a Sigismondo di Brandeburgo, per cessione del re Dabisa, che rinunziava alle conquiste fatte da Tvartko in Dalmazia. — Il nuovo signore esigeva vistosi sussidi e tributi, onde le città dalmatiche deliberarono di offrirsi a Ladislao di Napoli, che sostenuto dal duca liervoje, venne in Dalmazia nel 1403 e fu coronato a Zara da un legato pontificio. — Però, Ladislao prevedendo il rovescio della sua fortuna in Dalmazia, vendeva ai Veneziani le sue ragioni per cento mila ducati. — Quindi, Sigismondo mosse guerra alla Repubblica, finché il 17 Aprile 1413 fu conclusa una tregua di cinque anni. — Pietro I^oredano con una flotta, sottomise; Almissa, Brazza, Lesina, Curzola, Traù, Spalato, Cattaro e Budua. — Finalmente, a capo di altre due tregue, Sigismondo lasciò la Dalmazia ai Veneziani con trattato del 1433, e così termina la vicenda dei secolari contrasti fra Venezia e 1’ Ungheria e comincia la nuava fase, di quelli con la Turchia. Già fin dal 1463, i Turchi, conquistata la Bosnia e 1’Erzegovina, eransi gettati sul territorio dalmato presso la Narenta. — Contro questi invasori, nel 1500, Venezia si alleò coll' Ungheria e col papa. — Nel-l’anno 1507, i Turchi spinsero le scorrerie sotto le mura di Spalato, salvata dall’ animosa fermezza del suo arcivescovo Bernardo Zane (V. Cat-