550 tità e rarità delle macchine, degli addobbi, delle trasformazioni, e la rappresentazione finiva 'coll’ assunzione di Andromeda e di Perseo suo liberatore fra i celesti (1). Nè a tanta sontuosità degli spettacoli pubblici rimaneva inferiore quella di cui fece splendida mostra il procuratore Marco Contarmi nel teatro da lui fatto edificare nella sua villa di Piazzola, poco lungi da Padova. Dal palazzo vi conduceva lungo corridoio adorno di marmoree colonne e coperto di piombo, le scale erano di marmo, e fregiate di statue, i palchetti dipinti da maestra mano e con istucchi dorati, splendenti nell’interno di cristalli, la platea era lastricata di marmo con grate qua e colà, sotto alle quali scorreva 1’ acqua per dare freschezza alla sala, capace di ben cinquecento persone, come altre cinquecento persone potevano capire nei palchetti. La scena era vastissima, e tale da potervi eseguire, come avvenne nella rappresentazione delle Amazzoni alle isole fortunate, (poesia del dott. Piccioli, musica di Carlo Palavicini, data in quell’anno 1679) corse di carri, ingressi trionfali, quanto di più sontuoso e di magico possono offrire i racconti delle mille ed una notti. Raffigurava il proscenio due elefanti che guardavano da una parte e dall’ altra un padiglione di velluto chermisi, trinato d’ oro ; di velluto di rizzo e soprarizzo d’ oro era pure la vòlta ; la ricchezza de’ vestiti e delle decorazioni ha quasi della favola ; basti che una corsa fu fatta di cinque carrozze, tirate da quattro cavalli vivi, la prima coperta al paro de’ cavalli di quel prezioso merletto detto punto in aria, un’altra di fiori di seta, la terza di bellissime piume, la quarta di diamanti e lucidissimi specchi, la quinta di stucchi a disegno, dorati; magnificenza in somma più che principesca, magnificenza di cui la storia (1) Ivanovich Cristoforo, Minerva al tavolino.