557 del movimento insomma della popolazione, de’ suoi piaceri e dolori, delle idee e aspirazioni, troviamo in cambio 1’ uomo pratico, 1’ uomo che conosce per propria esperienza quanto descrive, che sentiva nobilmente, altamente della missione della storia. « So, egli scriveva, che è una cosa sacra comporre le istorie da non lattarsi che coll’ animo puro, e con la mani intatte, e che perciò se ne consegnavano le memorie nei templi sotto la custodia fedele dei pontefici e dei sacerdoti, come deposito degli antenati e tesoro dei discendenti, da non maneggiarsi che con religione e quasi con gelosia. Infatti l'istorico assumendo dittatura assoluta, anzi autorità più che umana, sopra i tempi, le persone e le azioni, presiede alla fama, misura il merito, penetra le intenzioni, svela gli arcani, e con arbitrio indistinto sopra i re ed i plebei, giudice de’ secoli scorsi e maestro dell’avvenire, assolve e castiga, disinganna ed istruisce ». Lo. stesso Nani passando dallo studio dell’uomo individuo, o considerato in quel complesso che chiamasi Stato, allo studio altresì della natura che lo circonda e che tanto potere esercita sulle sue inclinazioni, sull’ indole, sul temperamento, istituiva nel proprio palazzo alla Giu-decca l’accademia dei Filaleti per le scienze naturali e particolarmente per la botanica, scienza dai Veneziani sempre con predilezione coltivata, onde furono i primi a creare quella preziosa raccolta che è l’Orto dei semplici in Padova. Nell’ ampio giardino adunque dei Filaleti sollevava il Nani co’ suoi amici la mente dalle diuturne lucubrazioni, ora ammirando la grandezza del Creatore nell’umile fiorellino del prato, ora nella sublime palma, ora nelle svariate specie, nelle singolari forme, nella proprietà delle piante più rare e da’ più lontani lidi portate. A visitar la patria delle quali, recavasi, imitatore degli antichi viaggiatori veneziani, Ambrogio Bembo. Giovanissimo ancora di ventitré