gli nell’aria il respiro ansante della grande metropoli. Ponti grandiosi si snodano agilissimi da una riva all’altra del Danubio, da Buda vetusta, serena, sognante, a Pest ultra moderna, vertiginosa, fremente. Il Danubio dà alla città una fìsonomia originale, pare anzi che, fra tutte le città che attraversa, abbia scelto in questa la prediletta. Sulle sue rive ferve il passeggio elegante, ove si passa in rassegna 1’ « élite » della capitale e, ad una sua bizzarria di amante innamorato, si deve l’isola Margherita, parco lussureggiante, prodigo di ombre, di sussurri, di musica, d'idillii, attrazione mondana per i campi sportivi, i bagni termali, i « dancing » animatissimi. Pare un inno alla vita pagana, sa di ninfe e divinità boschive, nonostante vi si vedano ancora i ruderi del convento, ove S.Margherita,figlia di Bela IV, visse la sua vita claustrale. Altro rifugio ameno è il Vdros Lìget (villa comunale) sebbene più popolare : delizioso il la-