540 buon successo introdotta in Venezia la raffineria di zuccheri : vegliavasi al buon ordinamento delle arti e alla buona qualità de’ loro prodotti (1), tra’ quali speciale riguardo concedevasi alla stampa, così esprimendosi il decreto 11 maggio 1603 (2). « Fra le arti che maggiormente accrescono il splendore a questa città, ha tenuto sempre luogo principale quella della stampa, poiché con molta accuratezza ed industria esercitata già per longo tempo dai professori di essa, moltiplicò con molta riputazione pubblica e notabilissimo beneficio di tanti impiegati e trattenuti in detto lavoro». Vietavasi perciò rigorosamente l’estrazione da Venezia degl’ istromenti e dei materiali ad essa relativi, lo sviamento di maestri ed operai ; raccomandavasi che le opere fossero bene stampate con buone forme e caratteri, inchiostro e carta, e che fosse diligentissima la correzione non potendovisi impiegare che persone approvate dai Riformatori dello Studio di Padova, dal che avvenne che le stampe veneziane salissero in tanta fama. A tutela della religione, del buon costume e dei politici riguardi, gli originali erano sottoposti alla revisione per la licenza sottoscritta dall’ Inquisitore e da uno dei secretarii del Senato, come da due de’ Riformatori per la Terraferma, gli stessi originali erano poi custoditi insieme colle prime bozze a guarentigia che nulla fosse stato alterato, censura che apparir potrebbe assai rigorosa, ma che pel fatto non l’era, e ad animare gli scrittori e gli editori si concedevano larghi privilegi allo scopo di assicurare la proprietà e impedire la contraffazione. Nessun’ altra città ebbe forse tante stamperie, nessuna mandò nel mondo un sì gran numero di libri, ebbe tanti valenti tipografi, i quali dell’ arte loro arricchirono. (1) 12 Sett. 1612, Compii, leggi, Commercio. (2) Ib. 11 Maggio 1603.