IL MINISTRO DELL’INTERNO 233 ordini ci vuole tatto e abilità, e l’attuale Mini- stro è un fedele interprete del Principe. Nel tempo stesso ha tutte quelle qualità occor- renti a chi deve continuamente trovarsi a contatto coi rappresentanti delle Potenze, compresa quella del riserbo prudente in certe occasioni, riserbo ch’egli dissimula con molta grazia. Ha per primo segretario un simpatico giovane, il signor Ramadanovich, figlio dell’agente conso- lare del Montenegro a Cattaro, che è stato una vera provvidenza per tutti gli italiani capitati in que- sta circostanza a Cettigne, spingendo la cortesia fino al punto di cedere la sua camera, come fece per 1’ amico Macola, onde evitargli la noia di an- dare peregrinando in cerca d’alloggio, essendo egli arrivato in un giorno nel quale vi era mag- giore ressa del solito. Bozo Petrovich del quale ho parlato pel primo come presidente del Consiglio, è nel tempo stesso ministro dell’interno, ed è l’uomo di fiducia del Principe, quello che gli sta più vicino e al quale egli confida talvolta i segreti più delicati della politica. Patriotta ardente, aspetta con ansia giorni migliori per la sua patria. Quando nel fa- tale congresso di Berlino, dove egli rappresentò il suo paese, uno dei plenipotenziari gli comunicò le deliberazioni dell’ Areopago europeo, indican-