282 averè della veneziana Repubblica quelle medesime cure che della sua patria Firenze (1). E all’ oratore Francesco Foscari a Roma scriveva, rallegrandosi della buona disposizione del papa col quale era a sollecitarsi la conclusione d’ una lega, facendovi entrare anche Firenze e Milano e assoldando gli Svizzeri per la libertà d’Italia ; tale essere sempre stata la mente della Repubblica, tale lo scopo della lega col papa precedente affine di ridurre Italia allo stato primiero e che ognuno fosse redintegrato del suo possesso, ma invece essersi tenuto poco conto dei Veneziani, togliendo loro Cremona e Gia-radadda, poi il papa aver fatto lega con Massimiliano a danno loro, e Venezia allora a sua salvezza essersi rivolta a Francia, sempre però disposta ad accordarsi coll’imperatore a ragionevoli condizioni, sempre amica di Sua Santità, alla quale largheggiava nelle dimostrazioni della più ossequiosa devozione. Ma in Senato era stato proposto, che profittando del breve interregno succeduto dalla morte di Giulio II, si avessero a ricuperare Ravenna e Cervia, in ciò facendosi incontro al desiderio della Repubblica gli stessi abitanti. Pro-ponevasi altresì che ad incoraggiare questi e a raffermarli nella buona disposizione dovessero recarsi due nobili in quelle parti; tuttavia la maggioranza deliberò che si soprasedesse (2). Conclusa però la lega con Francia, ne fu data notizia al papa (8) invitandolo ad aderirvi, e dicendo essere stata fatta principalmente per impedire le pratiche esistenti tra Spagna, Impero e Francia per una unione che sarebbe stata l’ultima ruina d’Italia. Davasene notizia altresì all’oratore (1) Secreta XLV, 14 marzo 1513. (2) Secreta XLV, 1 e 4 marzo 1513. (3) Secreta XLV, 18 aprile.