30 go. Eravamo appena a cavallo il secretario, il signor principe di Salerno ed io, che S. M. comparve e approssiman-domisi, mi parve conveniente per riverenza di scendere e così mi presentai ai piedi di S. M. baciandogli la mano nel presentargli la lettera credenziale e facendo appresso la raccomandazione commessami da V. Eccellenza. La Maestà Sua rattenne il cavallo, tolse le lettere, le lesse e mi ascoltò molto graziosamente, poi mi disse che montassi stando sempre ferma finch’ io lo feci, poi mi chiamò presso a sè dicendomi che fossi il ben venuto, e mi chiese della salute dell’Eccellenza Vostra; e rispondendogli io chela stava bene ed era troppo contenta quando intendeva che la Cristianissima Maestà Sua faceva buona ciera ed era in quella felicità © gloria che meritava la grandezza della corona sua, mi rispose in lingua sua, come parla sempre, che sentiva piacere che 1’ Eccellenza Vostra stesse bene, perchè conosceva che amava grandemente S. M. Poi mi soggiunse che dicessi distintamente la mia ambasciata, che mi avrebbe ascoltato volentieri e avrebbe fatto richiedere il principe di Salerno acciò fosse espositore della risposta che S. M. mi forebbe. E così, fatto chiamare per uno staffiere il principe e raccomandatogli stesse bene attento, voltandosi a me, mi impose eh’ io dicessi. Io colla testa scoperta, riferii dapprima sobriamente la esposizione fatta dal magnifico Peron, e poi per quella grazia che mi è concessa da Dio e confermata da V. E., toccai distintamente e per ordine la parte della risposta fatta per la Eccellenza Vostra, secondo il tenore della mia istruzione, il quale parlare computata la risposta che mi fece S. M. nella sua lingua e l’interpretazione del signor principe di Salerno in lingua nostra, durò una buona mezz’ ora, di modo che avendo 1’ illustrissimo duca di Orleans coi suoi aderenti molestissima quest’ udienza, essendo già in sulla caccia dove si levavano già molti uc-