273 E vedo ben che la risposta della Signoria è di non poter fare cosa alcuna salvo col papa e Spagna. Il re mio conosce ben chi è il papa e quello esser mortale, che l’imperator fa fondamento in aria ed essergli di gran spesa e quanto sia versuto (versatile) il re di Spagna e si estese sopra le lettere interdette, massime circa il punto dove che il re di Spagna si divide il mondo fra lui e 1’ imperator, e che da poi escluso il suo re cristianissimo d’Italia, si volteranno contro la Signoria ... E però il mio re vorria lo accordo con la Signoria, perchè essendo queste due potenze unite come lo erano, tutto il mondo non è bastante ad offenderle nè tuorgli il suo re che la Signoria ha acquistato col re. La Maestà Sua non le mancherà come ho predetto se la vorrà l’accordo: Che più particolarità volete? Io son venuto troppo innanzi. Io so quello dico, io lo accerto, io parlo con fondamento, io 1’ ho di buon loco, se la Signoria a-verà quel che le piacerà dal re (dallo stato che ha guadagnato S. M. in fuori) non vorrà 1’ accordo ? Io accerto che se la Signoria vorrà quello che ho predetto, del resto il re sarà d’accordo delle cose oneste e che non anderanno due volte le poste in Francia, che resteremo d’ accordo. Dica pur una volta la Signoria se le piace il partito, che del resto si resterà d’accordo. Però so quello io dico e non parlo a mente, io ho pisciato sopra a tante nevi (per dir le sue formali parole) che non diria cosa non sapessi a che modo ; poi sappi che ho conservato fin qui il nome mio, che si sa che nome ha Gian Giacomo, io non lo vorria contaminare nè maculare per tutto 1’ oro del mondo, in questa età. Se io vedessi alcuna malizia in questo, renditi certo che non torria lo assunto, nè mai m’impacciai in cosa che non fosse buona. Sappi se la Signoria voi accettar il partito che del resto saremo d’ accordo e la Signoria mi avvisi le particolarità che le occorre. » Declinò nella tregua e disse : ti Vol. V, 35