376 il 15 agosto cominciarono ad investire il baluardo dei Tedeschi, poi lo spagnuolo, l’inglese, l’italiano. Alla violenza dell’ espugnazione però degnamente rispondeva quella della difesa, e tutto il mese passò ne’ lavori delle mine e delle contromine, dirette queste ultime dalla parte degli assediati, dall’ingegnere veneto Gabriele Martinengo, che da Gandia s’ era recato ad offrire 1’ opera sua in quell’ importantissima isola. Una mina atterrò una parte del baluardo inglese, corsero i Turchi all’assalto, ma furono respinti, tornarono una seconda, una terza volta e sempre con infelice successo. Era giunto intanto il 23 settembre e araldi turchi pubblicavano per tutto il campo : Domani 1’ assalto generale ; il terreno al padiscià; le persone e i beni ai vincitori! E l’assalto si dava ed era tremendo particolarmente al baluardo di Spagna, eppure non riusciva. Non solo i guerrieri, ma i cittadini tutti, le donne stesse combattevano. Una tra esse, una greca, abbracciati i suoi due figliolini, fatto loro il segno della Croce stilla fronte, vedendo il nemico già penetrato, con atto di disperazione li trafisse del proprio pugnale, li gettò tra le fiamme (1), poi slanciatasi nella folla dei Turchi eroicamente combattente, morì la morte degli eroi. Altri assalti ancora furono ributtati, ed Acmet pascià decise di non darne altri, ma di stringer la città e fulminarla dalle trincee. Il dieci dicembre si presentarono due turchi con lettera del sultano chiedente la resa; rifiutata a principio, al veder crescere i guasti, ogni speranza di soccorso svanita, fu firmata il 20 di quel mese, poi dalla ferocia turca indegnamente violata. Il gran Maestro s’imbarcò per Candia (2), e con Rodi caddero le altre (1) Ne hoiitis, dicebat, vilissimus vìviti aut mortuis gemina nobilitate corporibuS'Potiretur. L’ingegnere Fantaines testimonio oculare, nella sua opera De Bello Rhodio, 1. II. (2) gennajo 1523. Lettere varie da Rodi in Sanuto XXXIII, 459 e seg. e t. XXXIY.