339 le è proposta, tanto più desiderevole, quanto che sarà veduta con piacere dalla Porta Ottomana animata dei medesimi principii sui quali essa verrà fondata, e dalla Spagna che verisimilmente non negligerà di entrarne a parte ». Certo che ottime ragioni erano, ed allettanti proposizioni, ma che pure non valsero a rimuovere il Governo veneto dalla professata neutralità. Oltre il dubbio circa all’ assegnamento che potesse veramente fare sulla loro sincerità, ed al timore delle conseguenze che potessero derivare dal darsi così fidente in balia di alleato tanto pericoloso, riteneva ancora tutt’ altro che consolidato il dominio francese in Italia, ben sapendo che 1’ Austria preparava un altro grande sforzo sotto Wurmser generale di buona fama, che non avrebbe tardato a scendere dal Tirolo ; considerava ancora, come fin da principio, che accettare 1’ alleanza di Francia era aprir 1’ adito ad un inevitabile sovvertimento del Governo, era nella condizione delle cose di allora un preparare il trionfo della democrazia, era un esporsi all’ eventualità di soccombere all’ Austria irritata, ed i Savi del Consiglio tra il pericolo della rivoluzione o della conquista, preferirono non venire a nessun provvedimento decisivo e continuare nella professata neutralità. (1). La ducale 22 agosto declinava quindi ogni alleanza (2), anche puramente difensiva, perchè, diceva, avvolgerebbero ben presto inevitabilmente in una guerra a cui si renderebbero necessarii grandiosi armamenti per mare (1) Raccolta, pag. 158. Erano Savii : Filippo Calbo, Antonio Ruzzini, Giacomo Grimani, Gio. Moliti, Daniele Dolfin. Eguali risposte di amicizia e di buon accordo, ma lontane da ogni impegno, furono date dal nobile Querini al ministro degli affari esteri De la Oroix, dall’ ambasciatore Almorò Pisani al ministro di Spagna, principe della Pace, e dal proveditor generale Battagia allo stesso Bo-n aparte. (•2) Ducale 22 agosto, nelle Parti segrete del Consilio X.