54 versi, per introdurvi più ragionevolezza e poesia più semplice e castigata, aprendo così la via al Metastasio, che l’opera da lui incominciata ridusse a perfezione. Ma non si restrinse a questo 1’ opera benefica dello Zeno, che di meravigliosa erudizione c giusta critica, quale principalmente si mostra nelle sue Lettere vossiane, mise insieme, con somma diligenza e spesa, ricca collezione di libri rari e di ammirata dottrina; si adoprò a diffondere il sapere tra i suoi concittadini facendosi promotore e collaboratore d’un giornale, Gallerìa di Minerva, e poi d’altro intitolato Gioì naie dei Letterati (1710) che mostrar dovea agli stranieri quali fossero i migliori prodotti dell’ ingegno italiano. Egli avea sì alta idea dell’ importanza d’un giornale e della difficoltà, di ben comporlo, eh’ ebbe a dire, l’impresa d’un Giornale essere sì gravosa, da bastare sola a tener occupato tutto un uomo. Schersozo avvenimento diede principio nel 1740 ad un’ accademia, eh’ ebbe poi il vanto di avere grandemente cooperato al rialzamento di nostra lingua. Una brigata di giovanetti, alla cui testa era Daniele Farsetti (poeta poi non oscuro, autore di uno scritto di giudiziose osservazioni artistiche, raccoglitore delle più rare edizioni delle opere citate dalla Crusca) soleva convenire seralmente in una bottega da caffè, ivi di cose utili, piacevoli e letterarie ragionando. Scontrato un giorno per via un certo prete famoso pe’ suoi spropositi e per la dicitura, oltre quella di ogni altro del suo tempo ampollosa e stravagante, si pensarono farlo principe di un’ Accademia che divisarono chiamare dei Granelleschi, dando a lui il titolo di ardgranellone. Ma chi l’avrebbe pensato ? Quest’ accademia sorta così per celia, divenne presto una delle sedi principali della tanto necessaria riforma