36 li univa al principe e alla Repubblica, e ricordava come la grandezza di questa ripete vasi dal buon ordine e dai lavori dell’Arsenale. Era la festa dell’Ascensione festa politica ¡^er eccellenza, siccome quella che istituita in onore dell’ elemento da cui Venezia «bbe la sua prima grandezza, era destinata a conservarne sempre la memoria ed il prestigio. Fino dalla vigilia lanciavasi in acqua il famoso Bucintoro dal cantiere dell’ Arsenale, in cui era appositamente custodito, e conducevasi alla Riva degli Schiavoni, ove affol-lavasi il popolo a vederlo. L’ultimo costrutto dalla Repubblica, fu quello del 1729. Lungo cento piedi, largo ventuno, distinguevasi in due piani. Nell’ inferiore stavano i remiganti ; il superiore, coperto di velluto cremisino, ornato di frangie, galloni e fiocchi d’oro, formava una gran sala, la quale all’ estremità verso la poppa ave» dietro all’elevata sedia del doge un finestrino, da cui gettava l’anello benedetto nel mare (1). La poppa rappresentava una vittoria navale coi suoi trofei, due bambini sostenevano una conchiglia che formava il baldacchino ducale. Dall’ una parte e dall’ altra del ricchissimo seggio erano due figure rappresentanti la Prudenza e la Forza: vicino ai gradini stavano disposti più al basso i sedili pel patriarca, pei magistrati, pei governatori dell’ Arsenale e per gli ambasciatori. Bassi-rilievi tutt’ intorno effigiavano le Virtù, Apollo e le Muse, le Arti marinaresche, la Pesca, la Caccia, il tutto distribuito con isquisita eleganza e ma-ravigliosa profusione d’oro. Sulla prora ergevasi la statua colossale della Giustizia, quarantotto finestre ai lati del naviglio offrivano comodità di godere da quello lo stupendo spettacolo. Il suono delle campane di s. Marco (1) La porticeli» che lo chiudeva conservasi ancora noi Museo Correr,