163 Stato contro il voto dei Notabili, da lui prima chiamati per consultarli. « Non può negarsi, che a questa metamorfosi di aver fatto divenir metà il terzo, si deve attribuire lo scoppio della rivoluzione attuale, che è opera sua, sebben innocente, poiché non ebbe maggior vista, che di far pagare i corpi privilegiati, dando la preponderanza de’ voti al terzo stato ; ma non s’ accorse, che tardi, de’ pericoli di far governare il popolo. In vano egli cercò da poi di deludere la prerogativa accordata al terzo stato col far deliberare per ordine, e non per testa ; poiché il male non voleva più rimedio ; e dopo aver date 1’ armi a de’ furiosi, è andato in collera, perchè non le hanno adoperate a suo modo. Il dover del mio uffizio non permette che nasconda all’ eccellentissimo Senato lo sfortunato concorso di tante cause, che produssero la Rivoluzione, operata con ma-raviglioso contentamento, e nata molto prima negli animi. « Abusi senza numero, che pullulavano sempre più nel Governo, giornalieri colpi di autorità, la debolezza del re sempre vittima delle sue buone intenzioni, il dispotismo dei ministri, l’ odiosità del reggime feudale, tanta riunione di cose, che lungo sarebbe il dettagliarle, faceva già desiderare una mutazione a’ popoli. Persa la fiducia dei sudditi, si perde anche 1’ ubbidienza. Già una pretesa filosofia, espansa col mezzo della licenziosa libertà della stampa, e che fece perdere la riverenza prima alla Religione e poi al Governo, aveva molto influito sull’ opinione, e tolto il freno del Cielo, tolse anche quello della terra. Il disprezzo del Monarca successe al-1’ amore, tutto dispiacque in lui, prendendo sembianza, di vizio le stesse virtù, persino la sua tenerezza coniugale ; ed i Francesi, che sotto tanti regni sopportarono il giogo