294 RELIGIONE E PATRIA le mura di Roma nel 1849, e adesso spera di avere dalla bontà del Principe di Napoli, il mezzo ri- tornare in Italia a passarvi gli ultimi anni della sua vita. Dello spirito di tolleranza che anima il Prin- cipe Nicola si è avuta anche una prova recente. In occasione della festa di Pasqua, quest’anno, quando circondato da tutti i ministri il Principe ricevette gli auguri dei cattolici, presentatigli da un aiutante di campo, tenne loro un breve di- scorso che non lascia dubbio sulle sue intenzioni. Insieme ad alcuni stranieri v’ era anche un mon- tenegrino cattolico. — Sentite voi, latini, disse loro, e tu in parti- colar modo, latino, mio unico suddito: vi auguro la buona Pasqua, e siccome non è giusto che voi stiate sempre senza la vostra chiesa, farò in modo che 1’ anno venturo possiate averla e pregare Iddio secondo le leggi della vostra religione.... Con le annessioni sancite dal trattato di Ber- lino, sono ora da venticinque a trentamila i cat- tolici del Principato, molti nei dintorni di Anti- vari: la città, conia quale il Montenegro ha final- mente ottenuto il tanto desiderato sbocco al mare con un porto. Antivari, dopo essere stata per molti anni in potere dei veneziani, caduta in mano dei turchi nel 1571, fece parte dell’impero otto- mano fino al Congresso di Berlino.