259 Cielo che le città della Terraferma 1’ avessero fatto ! Noi lo abbiamo sempre detto, lo abbiamo replicato. Se.si fossero a ciò persuase, non avremmo mai mandato in particolare i nostri deputati al generale in capo e al direttorio di Parigi. Non l’hanno fatto e forse le circostanze l’avranno impedito. Chi siamo noi? noijrappresentiamo provvisoriamente il governo, finche la nazione sia unita. Eppure chi ha ratificato il trattato di pace ? Chi ha protestato contro l’invasione dell’Istria e della Dalmazia? Noi soli, non perchè Venezia sia tutta la nazione, di cui anzi non è che una sola parte, ma atteso l’abbandono del resto della nazione... La prima volta che si ratificò il trattato, furono eccitate le città di Terraferma a ratificarlo anch’ esse. Si sono eletti i ministri, furono fatte significazioni alla Terràferma, si sono poste a parte le città delle istruzioni date, e non affettando nemmeno di sostenere ministri da noi prescelti, si eccitarono ad unirsi, ad eleggerne esse a loro beneplacito. Non si può far di più » (1). La cosa fu vivamente discussa : il Giuliani volea dimostrare che la missione del Battagia al Bonaparte irriterebbe la Terraferma. « Io non intendo, die’ egli, di accusarlo. Cerco alcuni patrizi! morali, la cui probità è cara al mio cuore, ikmerei di poter riporre fra questi anche il Battagia, ma non ho sufficiente conoscenza del suo carattere per pronunziarne un giudizio. So bene eh’ egli fu imputato d’ essere stato uno dei più grandi attori nel fatto orribile dell’ insurrezione di Verona contro i Francesi. So ch’egli è stato creduto il direttore della contro-rivoluzione dei paesi bresciani. So eh’ egli, nel teatro civico di Milano, nelle società di pubblica istruzione di Milano e di Brescia e nei Giornali d’Italia è stato tacciato (1) Sessioni pubbliche.