53 fosse, e venisse positivamente allontanata qualunque ingerenza dei Francesi da qualsiasi parte benché rimota, sia nel suscitare le popolazioni, sia in quei provvedimenti che dal governo si facessero per ricondurre alla subordinazione le ribellate città, considerando anche che per la preservazione dello Stato le rendite derivanti dalle provincie erano il solo fonte dal quale potesse trarre il Senato i mezzi di soddisfare al pesantissimo esborso a cui si obbligava (1). Il Senato, nella fiducia adunque di essersi per tal modo assicurata la libertà delle sue operazioni, volse ogni sua cura ad ordinare la difesa della capitale e a profittare della buona disposizione delle Valli (2) e dei Veronesi, ed in generale di tutt’ i sudditi (3) per provvedere al riacquisto delle perdute città, e all’ impedimento di ogni ulteriore avanzamento del turbine rivoluzionario. Nomffiavansi Nicolò Frizzo I, Proveditore straordinario in Vicenza, Padova e Polesine, il nobile Giuseppe Giovanelli col medesimo titolo a Verona e Angelo Giustiniani Recanati in Treviso, Belluno e Friuli per viemeglio affezionarsi i sudditi, allontanare possibilmente da questi le seduzioni, coll’ obbligo altresì di approfittare dell’ opera di quelle persone della città o dei territorii che fossero le più influenti ed opportune a secondare le intelligenze che ad essi Proveditori fossero (li Delib. Sen. mil. T. F. 1 aprile 1797. (2) Il cancelliere Giuseppe Trebaldi d’Anfo era stato delegato dalla Val di Sabbia a render palesi gli unanimi sentimenti di tutta la valle, che avea respinto con orrore le proposizioni de’ ribelli, e a dichiarare essere pronta del pari che la- Val Camonica e la maggioranza della Val Trompia ad unirsi alla difesa. Cons. X. Parti segrete. (8) 28 marzo, dichiarazione della Fraglia dei Marzeri (mereiai) di Vicenza. Delib. Sen. mil. T. F., ed altre molte, tra le.quali il 80 quella di Rovigo ecc.