292 le altre discipline che dalla discussione risultassero acconce. Il diritto che si reclama è il più sacro in natura. Venezia fu la prima a dar l’esempio all’Italia tutta dell’ amor della libertà nei tempi infelici quando, caduta la Romana Repubblica, la forza irresistibile dei barbari venuti dal nord 1’ avevano soggiogata; e Venezia dovrebbe oggi rinunziarvi mentre già, non barbare nazioni, ma una nazione generosa e libera domina e dispone del destino del-1’ Italia ? Il cittadino Dabalà sostiene che l’uomo nato libero conserva sempre 1’ anima libera. E rivolto al popolo, gli ricorda, come a fratelli, eh’ essi sono ancora in Venezia. Che Venezia, libera fin dalla sua fondazione, deve mantenersi libera in eterno ; che Venezia, democratica ne’ suoi principj, lo fu per nove secoli, e, dopo cinque secoli di aristocrazia, ritornò al primiero suo stato. E Venezia, diceva egli, che soggiogò tanti imperj, dovrebbe in questo momento esser soggetta ad un imperante ! E quale sarà mai!... Indi proseguiva: Quali furono, Venezia, i tuoi antichi generali? Non già gli aristocratici ma i democratici! Dabalà che servì per sì lunga età alla nazione in queste lagune, che ne conosce tutt’ i segreti, eh’ è pratico di tutte le situazioni, che ha sotto gli occhi i siti più importanti, Dabalà che in quel sacro stendardo giurò democrazìa o morte, farà tutti gli sforzi per conservare a Venezia la sua libertà, e per vivere libero egli stesso, o morire ! Il cittadino Collalto non può astenersi dal mostrare il suo molto entusiasmo. Nato libero, si lascerebbe tagliare a pezzi, piuttosto che cessar di esser tale ; approva il passo a cui l’incertezza del destino Obbliga la Municipalità; e dichiara eh’ ella sarebbe responsabile gravemente se noi facesse.