218 universale. Tutte tre poi portavano in alto un motto comune : Rigenerazione italiana. Basso rilievi tutto all’ingiro rappresentavano la Libertà col berretto frigio ed armata coi fasci, in atto di scacciare la tirannide, la Nazione riconoscente, il Tempo cho scopre la verità ecc. Ai fianchi delle loggie erano disposte q\iattro orchestre capaci di oltre trecento suonatori ; tutti gli archi delle procuratie, cui erasi dato il nome di gallerie nazionali, portavano lampade di cristallo e ghirlande. Tutte le finestre erano ornate a festa, con tappeti ed arazzi ; nel mezzo della Piazza vedevasi ancora steso a terra il simbolico albero della libertà, circondato da altri simboli delle scienze, delle arti, dell’ agricoltura, del commercio coi relativi strumenti, in mezzo a’ quali sorgevano le due statue della Libertà e dell’ Uguaglianza colla face in mano in atto di bruciare le insegne della Tirannia, e con versi allusivi sui piede-stalli. Dalle tre grandi antenne sventolavano le tricolori insegne ; iscrizioni in elogio del Bonaparte e dei Francesi coprivano le due colonne della Piazzetta, una parata a nero era dedicata alla commemorazione dei Francesi periti vittime dell’ aristocrazia, e principalmente del Laugier (1). A tanto era giunto 1’ avvilimento ! Comparso il Baraguey d’Hilliers, gli mossero incontro i Municipalisti, in abito di gala coi cappelli e le sciabole di moda. Le campane tintinnavano, gli strumenti suonavano, grida ed applausi per ogni dove. Moveva la processione, precedevano soldati italiani ; seguitavano due fanciulli vagamente vestiti con fiaccole accese in mano, e due con gonfaloni, sui quali leggevasi : Crescete, speranze della patria ; poscia un giovine e una ragazza che si dove ano sposare portando il motto : Feconditcì demo- (1) Monitore veneto.