294 Si adottano le proposizioni per acclamazione. Il cittadino Marconi considera che alla pronunzia di un voto così grande, da emettersi con tanta solennità, non è cittadino che non abbia ad intervenirvi. In Roma, quando si trattava di pericolo della patria, feriavano i tribunali. Si decreti dunque che domani siano chiusi tutt’ i tribunali, acciocché ognuno possa concorrere all’atto solenne. E propone : che all’ indomani tacciano i tribunali della Comune, e sia quel dì considerato festivo in tutta la città, acciò tutti possano assistere alle assemblee primarie nelle chiese. Adottata per acclamazione quella mozione, si propongono a formare la Commissione i cittadini : Dandolo, Gallino, Cobalto e Giuliani, che approvati si ritirano dalla sala. Il cittadino Widman monta in bigoncia: « Potrebbe mai un popolo, che con tanta fermezza mostrasi degno della libertà, temer di cadere sotto il giogo, appena riacquistata, dopo cinque secoli di oligarchia, quella democrazia in cui si mantenne per nove secoli continui ? Cittadini, noi sarà mai ; troppo vi siete meritata la libertà, soffrendo fino a questo punto tante angustie e tanta miseria per sostenerla. Non potrò mai credere che un popolo generoso, che proclama per ogni dove la libertà, voglia incatenar i fratelli sotto al giogo straniero ; che un popolo che ci liberò dall' oligarchia voglia venderci all’ Austria. Degni della libertà, pronunziatevi, cittadini, con quella calma che saprete conservare nelle primarie assemblee. Ma vi sovvenga che l’unione e la concordia generale son necessarie. Prima di condurvi a quest’ atto, dimenticate ogni animosità, ogni privata passione verso i vostri fratelli, fossero forse anche i più traviati. So che negli ultimi giorni furonvi delle anime di