32£ giare un grosso corpo di truppe, che stava a Castel novo, e che da altri francesi, cispadani, ed insorgenti aveva ad essere molto ingrossato, che la sua patria, e le pubbliche figure esser potevano in pericoloso cimento, corso di volo da Castel novo, dove si trovava, a marcia precipitata presentossi alla porta S. Zeno con due pezzi di cannone, 600 schiavoni, e 2500 villici ; si attaccò la guardia composta di 150 soldati francesi, e dopo vivo conflitto capitolata la loro resa, entrò in Città, indi occupata la Porta nuova, si ridusse poi coi suoi in istato di battaglia nel Brà. Nel tempo stesso il capitano Caldogno con 40 dragoni s’impadronì della porta Vescovo, facendo prigionieri 70 soldati francesi. Il conte Nogarola fece lo stesso della Porta S. Giorgio cogli abitanti, e spadacini al di denti'o, e li villici al di fuori ; ma convenne a quella parte spargere molto sangue, ed impiegar molto tempo dall’ un lato e dall’ altro prima che 80 soldati circa rimanessero prigionieri. Si combatteva alle Porte, giuocavano le batterie del Castel vecchio, lorchè scortato da una civica pattuglia comparve alle porte del palazzo il Beaupoil assieme a due aiutanti ; ma conosciuto appena dal popolo, balzatogli addosso, presolo per i capelli, e per altri tali modi, che lo lasciarono mal concio, lo disarmarono assieme agli aju-tanti ; a molta fortuna essendo riusciti gli ufìiziali a preservarlo dalla morte, Vostre Eccellenze possono ben imaginarsi qual furore abbia egli palesato pretendendo leso il diritto delle genti, come parlamentario, e sebbene fosse sua colpa di non aver atteso il concertato arrivo della scorta schiavona, tuttavolta non siamo mai riusciti a farlo desistere dall’ accusare di tradimento il popolo. Entrati in colloquio, e chiestagli la causa, per cui il generai Bal-land portato si fosse all’ eccesso di attaccare con artiglierie una città, che per oltre dieci mesi aveva esercitati gli atti i più ospitali verso la nazione francese, e che apparteneva ad un principe amico della sua Repubblica ; ci rispose, che ci aveva data origine l’uccisione di un capo di battaglione, praticata dagli abitanti con tre altri francesi, momenti prima, che fatto si fosse il fuoco dalli Castelli. Aggiunse egli, che ciò non era stato di suo consiglio, che anzi aveva estesa una lettera, che ci mostrò, per reclamare il fatto ; ciocché però è contrapposto da alcuni privati rapporti e dalle voci stesse francesi, che assicurano esser egli principale macchinatore della trama ordita. Ad ogni modo procurando di cogliere tutto il partito possibile dalla disposizione, in cui si mostrava di essere apportatore di tranquillità, abbiamo otte-