288 tattici, non v’è luogo più forte di Venezia; più ancora, se sarà difeso dal volere determinato della libertà. Le dissen-zioni ancor sussistenti fra noi e le genti libere dell’ ex Stato Veneto sono tra le ragioni dei nostri timori. Suppongono regnar qui ancora gli oligarchi ; ma questi non regnano più. Se ne convinceranno allorché si presenterà alla Terraferma lo spettacolo di molti che, creduti nemici della libertà, avranno votato domani per averla. Udine, Padova, Vicenza, Verona, Treviso, s’interesseranno a far causa comune con noi, e noi avrem dato primi 1’ esempio di voler esser liberi. » Fu il discorso del Giuliani spesso interrotto da applausi generali, da alte grida, da giuramenti di viver liberi, e da voci unisone di tutta 1’ adunanza, che spiegava il più vivo e strepitoso entusiasmo. Ripiglia il suo discorso il cittadino Giuliani, invitando i cittadini rappresentanti a far che la calma succeda a questo movimento spontaneo. La deliberazione di oggi si prenda per iscrutinio secreto. Discrepanze di opinioni possono aver indotto in errore, ed a credere che fra i rappresentanti potesse esservi qualche nemico della libertà ; la sua coscienza avrà così un sicuro testimonio che, senza timore d’ influenza, tutti unanimi siensi pronunziati per la libertà. Forse questa deliberazione spiacerà ai nemici, ma questo dev’ essere il giorno dell’ unione generale. Nuovi applausi, battimani e viva si fanno dal popolo verso i rappresentanti. Prosegue il Giuliani : « Sia questo il giorno in cui gli oligarchi facciano sparire questo nome dalla comune. Da questo di non si vedano se non uomini fermi, cittadini pronti a sostenere la libertà, » Nuovi applausi e viva.