232 SIMPATIE PER LA FRANCIA E PER L’iTALIA sizione sul contegno tenuto dalla città e dalle autorità comunali durante l’occupazione francese. Fu mandato infatti un commissario viennese, il von der Mark. Ma l’affare fu soffocato, per opportunità politica, dal Consiglio di Stato e tanto il governatore Brigido, quanto il generale Klenau garantirono sulla loro fede per « la segnalata fedeltà del magistrato e dei cittadini ». Contenti questi, contenti tutti... Erano stati accusati di aver aderito alla Francia più specialmente l’impiegato magistratuale Ossesky, un Francol, addetto alla pretura, un Combelle, impiegato regio, nonché i negozianti G. Holfeld, P. Millossevich, G. Echart, G. Niccolini, G. B. Florio, Angelo Poles, e F. Garusa e, più genericamente, i massoni. Della cosa non si parlò più. Gli Austriaci, accolti come liberatori a Venezia per protesta contro il tradimento e le rapine della Francia, accolti « con furibondo trasporto d’allegrezza » anche a Milano, si trovarono egualmente bene a Trieste, dove i commerci continuarono a occupare e a preoccupare la massima parte della popolazione. 11 modo come s’era sviluppata la città vi aveva fatto affluire Italiani d’ogni regione e questi avevano naturali relazioni coi loro paesi d’origine: ma tali relazioni erano spesso tramiti d’idee politiche. La polizia sorvegliava severamente le comunicazioni con Venezia, dopo il crollo del vecchio regime: proibì l’introduzione di tutti gli stampati democratici e tenne d’occhio tutti i Veneziani, che vennero in città. Non tralasciava d’attendere al negoziante Formiggini, perché suo fratello era dei capi della Repubblica cispadana. Il negoziante Salvatore Mor-purgo le era anche più infesto: un confidente l’aveva veduto a Milano nell’uniforme della Cisalpina; altri riferivano che forniva di viveri e d’altre cose l’esercito francese. Nel 1799 erano tanti i negozianti accusati di pensare soltanto ai loro guadagni e di fornire i Francesi contro gli interessi dello Stato, che le autorità chiedevano fosse vietata l’esportazione del grano. Esse erano infastidite dal sentir tanta gente parlar bene del Buonaparte e dei Francesi. Albano Oblasser era denunciato d’aver detto che Tedeschi erano e sarebbero stati sempre battuti: si salvava con una scusa. Un altro, rimasto sconosciuto, diceva in caffè che i Tedeschi non erano degni nemmeno di odorare il fango delle scarpe dei Francesi: Anonio Norsa teneva nascosto in casa quel Bianchini di Ferrara, che aveva arrestato il granduca di Toscana. C’erano molti cittadini — troppi per la polizia e per i fedeli sudditi — che vestivano alla foggia cisalpina,