NICOLA I A PIETROBURGO 153 gegno, che tutti ebbero facilmente campo di apprez- zare, gli acquistarono subito un grande prestigio e la simpatia vivissima di Alessandro II. Data da quella visita l’amicizia fra le due dinastie, quell’amicizia che molti anni dopo lo Czar proclamò solennemente nel famoso brindisi in cui chiamò Nicola Petrovich il migliore dei suoi amici. Nei quattro anni che precederono il suo viaggio in Russia, il principe Nicola non solo era riuscito a migliorare le sorti del Montenegro, ma la sua politica era stata così abile da dissi- mulare F odio suo e dei suoi sudditi contro i tur- chi, così abilmente fino al punto di ottenere dal Sultano alcune facilitazioni e la cessione di un piccolo lembo di territorio sul mare, dove era sua intenzione di creare un piccolo porto. Quando si presentò alla corte di Pietroburgo, come quando l’anno dopo si recò a Parigi in oc- casione delle grandi feste per 1’ Esposizione Uni- versale, il principe Nicola non era soltanto un giovane colto, un poeta distinto, ma in lui si erano già sviluppate quelle doti di acuto uomo politico e di abile diplomatico, per le quali egli potè nel corso del suo lungo regno portare il Mon- tenegro al punto in cui è ora. Dal canto suo lo czar Alessandro presentì l’importanza che avrebbe avuto per la Russia l’alleanza del piccolo Princi- pato nel giorno del conflitto contro gli ottomani.