I.’« ARCHEOGRAFO TRIESTINO 599 alla costruzione di Sant’Antonio nuovo come alla rinnovazione del diritto marittimo, al Petrarca e al Piccolomini come alle più modeste memorie triestine, alla congiunzione ferroviaria con Vienna e all’unità di Trieste con l’Italia, alla necessità di un nuovo spedale e alla creazione d’un passeggio, all’autonomia del municipio e alla costruzione di un nuovo fig. 93: panorama della città nuova grande palazzo comunale, al restauro dell’acquedotto romano e al ceno-tafio di Winkelmann... Era un uomo tutto passione e tutto idealismo, profondamente italiano, dotto nella storia e nel diritto, meno fortunato nei pcchi tentativi poetici da lui osati. Suo grande merito è la fondazione dell’Archeografo triestino: la bella rivista, sospesa dopo la sua morte (1842), rinacque nel 1869, per merito di Giovanni Benco e di Carlo But-tazzoni, e dura tuttora. Essa contiene una grandissima quantità di studi archeologici, storici, numismatici, epigrafici, letterari e filologici, ohe sono ancora e sempre citati. È il più vasto magazzino della storia giuliana, importante altresì per Venezia e per la Dalmazia. L’ultima