L’ESTREMA DECADENZA 119 acciaio, legnami, mercurio e piombo. Disse che andavano nelle Marche, nella Romagna e nellTstria e definì Trieste « la scala per la Germania ». Tutto ciò durò ancora qualche anno. Nel 1656 Venezia vietò il commercio marittimo di Trieste con lTstria e con la Dalmazia, accusandola di violare le capitolazioni. Poi inasprì la sorveglianza del mare e vessò in tutti i modi le navi che uscivano da Trieste o vi entravano. La decadenza dell’autorità pubblica veneziana nellTstria e nel Friuli favorì ancora i contrabbandi verso Trieste. Ma questa non ebbe più notevoli vantaggi, anche perché le autorità dell’interno incominciarono a favorire in tutti i modi, e sempre a danno suo, Fiume e Buccari. Un tentativo di chiudere con fossi e con mura la strada istriana, fatto nel 1661, fallì miseramente. Nel 1670 il potestà di Capodistria notava un risorgimento del suo commercio con le genti austriache. Poi la vicenda mutò ancora: otto anni più tardi Capodistria era di nuovo a terra e di Trieste si disse che era diventata « molto mercantile ». In realtà, anch’essa era presto ridotta in gravi condizioni. Le molte guerre, le devastazioni delle lotte religiose, le invasioni turche e altri avvenimenti avevano prostrato economicamente e impoverito tutti i paesi del retroterra. I Transalpini e i Carniòlici non andavano più né a Capodistria, né a Trieste o vi andavano così pochi, da non poter sostentare un commercio. Un gran disegno s’era nutrito nel 1674: certo Gian Giacomo Becher aveva trattato per introdurre i commerci dell’Olanda in Austria attraverso Trieste, ma erano state mere fantasie. Per tre anni continuarono gli studi intorno a esse: vi furono anche più concrete proposte per fare di Trieste, Fiume e Buccari scale franche per il commercio degli Olandesi. Una commissione imperiale, che visitò il porto nel 1677, lo stimò capace appena di 10 0 12 vascellotti. Aggiunse tosto che non aveva nemmeno un retroterra commerciale: « non essere Paesi da smaltire merci pretiose di droghe, panni, le povere montuose Provincie del Cragno, Carintia e Crovatia... », e per quel poco che si poteva fare essere più adatto il porto di Buccari. Gli ultimi decenni del xvii secolo furono di piena decadenza commerciale: la città, a un certo momento, si trovò a contare, come asserisce il Kandler, appena tre o quattromila abitanti. Nel 1669 Venezia, anche al fine di compensare con nuovi acquisti le perdite del Levante, aveva proposto con calde istanze allTmpera-