_227_ fortificazioni di S. Erasmo, di S. Andrea, di S. Nicolò, delle Quattro Fontane, delle Terreperse, e gli altri che difendono la imboccatura del porto di Malàmocco e che sorgono a Pellestrina e Portosecco. Finalmente il quarto, di Chioggia, che comprendeva il forte di S. Felice, il forte e bastione di Caroman, di S. Michele, di Brondolo, del campo trincerato e di altre batterie che furono erette a migliore difesa della spiaggia. Questi comandi dipendevano direttamente dal triumviro per la guerra, Gavedalis, e dal generale in capo dell’ esercito ; specialmente quelli di Marghera e di Chioggia avevano un’ importanza somma, come i due più vasti e più muniti di truppe e di materiali e per dove più facilmente potevasi prendere 1’ offensiva contro gli Austriaci che cingevano di blocco la laguna. A comandare la guardia civica, che per la partenza di Mengaldo inviato a Parigi, rimaneva senza capo, fu nominato il contr’ ammiraglio Marsich. Da quel momento il servizio fu più regolare, quantunque assai pesante ; poiché, oltre al fornire la guardia dei posti in città, inviavasi milizia cittadina a presidio dei forti meno lontani, specialmente a Marghera. Giammai lo zelo venne meno in quei bravi, che pure ad altri usi, a cure pacifiche erano abituati. La marina veneta, fino dal principio trascurata, sembrava perseguitata da un avverso destino. Dopo la perdita della flotta che stanziava a Pola, Io scoraggiamento infiltravasi negli animi di coloro che la comandavano. Le forze di mare si componevano di tre corvette, di due brick e di un pessimo vapore. Di questi pochi legni disponeva Venezia per combattere la flotta austriaca, forte