400 Console del mare consiglio e aiuto. Anche ti esporrà il mio disegno. Accoglilo come se io medesimo lo accompagnassi ». Poi il poeta e l’ammiraglio si incontrarono, come risulta da una nuova lettera: «Viene a te — per consiglio su quanto considerammo nel recente colloquio — il tenente Lauro, fervido e fedele amico. Se è utile, verrò a Roma quanto prima ». Intanto le vicende interne di Fiume si complicarono per certi contrasti fra Host-Venturi e Sem Benelli poiché quest’ultimo, lasciato il suo ufficio a Pola, prendeva parte alla vita politica fiumana. In una lettera confidenziale del 30 giugno riferiva a Cagni particolari degli avvenimenti cittadini e delle trattative con Nitti; in fine accennava a D’Annunzio: « Non mi sono unito al comune e illustre amico perché ora egli è troppo aggregato ad una brigata, secondo me, pochissimo assennata. Mi preparo a combattere solo al momento buono. È bene cosi: un lume minore accanto ad uno maggiore non accresce la luce di questo: portato dove c’è buio, rischiara anche lui per quanto può ». « Le cose di Fiume vanno male. Gli alleati danno salvacondotti per conto loro e riempiono la città di slavi e ungheresi che potrebbero preparare rivolte bolsceviche. Gli americani tirano a fare affari, come V. E. saprà ». La cooperazione di Cagni ai tentativi di salvare Fiume si intensificò, come documenta questo ricordo del generale Marietti che era in servizio presso il generale Grazioli. Marietti fu invitato a segreto colloquio a bordo del “Miramar ” dove l’ammiraglio gli chiese un migliaio di moschetti e di uniformi per equipaggiare i volontari fiumani. Ma l’interlocutore si schermi per via delle responsabilità relative alle sue funzioni di capo di Stato Maggiore del corpo interalleato e per non aggravare la tensione fra le parti.