— 65 — » Goletti è arrivato da un’ ora dalla cancelleria: egli ci » disse che in Brescia vi sono delle barricate, e che si deve » aver fatto fuoco. Ciò che è sicuro si è, che durante la notte » che noi abbiamo passata in questa città, si è fatto scop-» piare una bomba al collegio dei gesuiti per spaventare 3> gli abitanti. Se noi non fossimo nelle presenti circostan-® ze, quella sarebbe stata un’ idea impagabile. 1 gesuiti » devono già essersi salvati a Chiari. Qui si fecero e si fanno » delle follie. Ieri sera, al nostro arrivo, tutta la popolazione » si è radunata: tutti ci hanno salutato cortesemente, lanto » quelli che portano barba, che quelli che non la portano: » il quartiere che noi abitiamo doveva esser illuminato, ed » era stabilito in quell’ occasione di gridare : Viva la costi-» tuzione! ed altre cose simili. Felicemente quella sera pio-» vette. Nondimeno, verso notte, una immensa moltitudine » si era riunita davanti il nostro palazzo, gridando : Viva il » vicerèi Viva la costituzione ! Viva l’Italia! Abbasso i » gesuiti ec.; e siccome i discorsi dell’ufficiale e del delegato » rimasero senza effetto e che la folla prometteva di andar-» sene tranquillamente, se il viceré si fosse presentato al » balcone, egli vi comparve e fu ricevuto da immensi ap-» plausi. I gridi continuarono dopo che egli si era ritirato, » ed i capi dell’assembramento, indirizzandosi al commissa-» rio, dichiararono che mio padre doveva pubblicare dalla » finestra le concessioni già accordate a Vienna, e pubbli-» cate a Venezia da Palffy. Come noi non avevamo nulla » ricevuto, se ne andarono tranquillamente, ma gridando : » a domani alle dieci ore ; e qualcheduno aggiunse : in » armi. Allora tutti perdettero la testa ; tutti si credettero » impalati, arrostiti ec. ec. Fu risolto di andare a Mantova, 9