- 382 - risorger nel Governo individui del fu Corpo aristocratico resosi giustamente odioso, specialmente ricomparire qualche Ex-Patrizio veneto, il quale non farebbe che disturbare la publica quiete, e sparger semi di sedizioni per il naturai di liti attacco all’antico Governo; h) e perchè così si stilla nelle altre Città di S. M. I. che vengono governate dai Magistrati eletti dai rispettivi Cittadini indistintamente, i quali mai sono composti di Nobili e Primati. 4. Che in conseguenza i Ministri occorrenti siano stabiliti dal medesimo Magistrato. 5. Che Rovigno sia costituito in Capitale della Provincia in vista alla sua Popolazione, situazione centrale e Commercio. 6. Che gli aggravi non siano maggiori di quelli che si avevano sotto il passato Governo veneziano, il che servirà al Popolo per mantenersi sempre più fedele e divoto a S. M. I. 7. Che gli esercenti l’Avvocatura., il Notariato e la Medicina siano preservati nel rispettivo loro esercizio senz’ altra novità. 8. Che la Chiesa sia conservata con la sua dignità Prepo-sitoriale e Capitolo di Canonici, non potendo questi riuscir mai d’aggravio al Sovrano, essendo provveduti dal Popolo. I divoti Rappresentanti suddetti supplicano quindi l’E.Y. ad onorarli d’un benigno Decreto per l’ulteriore contegno e direzione. Rovigno, 18 Giugno 1797. Umil. Dm. Osseqmi. Servitori Frane. Da Fas, Presidente Iseppo Angelini, Segretario XXIII. Rovigno, 26 luglio 1799. II civico Magistrato offre al Sovrano fior. 6000 nella guerra colla Francia. ¡Dagli Atti del Magistrato civico, voi. I, pag. (57). Addì 26 luglio 1799. — Rovigno. Nel Magistrato civico. La Città di Rovigno sempre piena di suddito attaccamento verso il proprio Sovrano, in vari tempi nelle occorrenze di