250 Colpi di testa Come direttore delle manovre l’ammiraglio Bettolo espresse il seguente giudizio sul comandante della “Napoli”: « Ottimo: coltiva l’organizzazione della sua nave e le funzioni del comando con intelligenza, autorevolezza, spirito marinaro ed amore, ma talvolta con eccessivo sentimento di individualismo ». Un ritratto. Alla conclusione di quelPesperimento Cagni aveva dovuto prendere la parola davanti a Bettolo ed ai colleghi, e confessava: « È veramente ridicolo il panico che mi prende da dentro con la parola in pubblico ». Parlò invece volentieri ai marinai congedandi dai quali aveva preteso un rendimento massimo compensato però dalle assidue cure morali e materiali quasi partigiane che aveva avuto per loro. Ed i marinai gli espressero con parole semplici la loro gratitudine, consci di tornare alle loro case fatti uomini dalla sua rude scuola. In ottobre venne l’ordine di passare la nave in armamento ridotto: disposizione normale e prevista per l’inverno. Ma Cagni, quasi che quell’ordine gli giungesse nuovo ed assurdo, protestò irritato al Ministero osservando aspramente che la forzata inattività avrebbe eliminato tutto il vantaggio dell’allenamento curato con tanta passione. Fu uno scatto irrispettoso del suo mal frenato carattere, che gli procurò un rimprovero scritto. E fu questo l’ultimo dei tanti contrasti da lui affrontati per il primato della “ Napoli ’ ’ fin dal giorno in cui aveva assunto il comando della corazzata in allestimento. Di li a poco avrebbe dovuto lasciarla — e lo sapeva — anzi accusava ormai una certa stanchezza per il lungo imbarco durato dal 1904, ossia dall’epoca del comando della squadriglia cacciatorpediniere, con la sola parentesi della spedizione al Ruwenzori che certo non era stata di riposo. Ma voleva consegnare la nave in piena efficienza al successore. Concluse il suo ciclo di comando con una benemerenza simile a quella iniziale di Reggio Calabria. Alla fine di ottobre un nubifragio devastò la costa salernitana e la “ Napoli ” giunse primissima sul posto a recare soccorsi. Pratico di simili situazioni, il comandante riferì: « Io venivo da Taranto e sono giunto prima di ogni altro. Prima delle