70 PERIODO BIZANTINO Gothorum, che, nelle singole circoscrizioni, rappresenta l’elemento dominante, tiene il potere militare, amministra la giurisdizione mista, nelle controversie fra Goti e Romani. Più tardi, sotto il governo bizantino, gli antichi magistrati provinciali, fatti da Giustiniano elettivi fra le classi superiori e medie della popolazione, cedono lentamente il potere alla prevalenza dei funzionari militari, i duchi; mentre si avverte la tendenza dei tempi a rendere ereditarie le cariche e a guadagnare una più larga autonomia locale, sia per l’amministrazione civile che per la difesa militare (1). Nelle ■città, decade l'antica costituzione municipale, incentrata nella curia (anche ordo decurionum, ordo), una specie di senato cittadino, composto da coloro che, per aver gerito le cariche pubbliche, si consideravano legati alla curia (curiales) e venivano a turno eletti a capi deU'amministrazione cittadina (decuriones). Ad essi erano addossati ormai tutti gli oneri delle pubbliche funzioni, e principalmente il controllo sui servizi e sulle prestazioni dovute allo Stato: esazione delle imposte, sorveglianza dei pubblici edifici, polizia, leva militare, foraggi ed alloggi per l'esercito, approvvigionamento delle città ed altro. Obbligati a sobbarcarsi all’ufficio, anche fuori di carica venivano riguardati come pubblici amministratori, confondendosi tra gli altri magistrati dello Stato; con questo di più grave, che rispondevano verso lo Stato per la esazione delle impostele ciascuno solidalmente per l’amministrazione del collega. Perciò i curiali, enormemente aggravati, cercano ogni via per sfuggire al vincolo della curia; ma lo Stato ve li obbliga, legandoli come in una condizione ereditaria, che abbassa la curia quasi ad un grado di pena (2). Più tardi il sistema delle esenzioni, arbitrariamente concesse dallo Stato (1) Sanclio pragm. , c. 12; Just. II. Nov., V, c. 1, (2) C. Theod., i, XII, 66.