652 PERIODO DELLE PREPONDERANZE STRANIERE j§ 113J l’imperatore, sciolto dalle leggi e creatore del diritto; ma, come un potere veramente sovrano, indipendente dall’impero, si affermò solo col Rinascimento, nella compagine dei nuovi principati italiani, succeduti ai contrasti delle autonomie comunali (§ 95). Primo teorico di questa idea, sia pure per uno scopo eminentemente pratico, fu Niccolò Machiavelli (1469-1527), che, nel Principe (1516), sentì la suprema esigenza di uno Stato forte e propugnò la creazione di un esercito nazionale permanente. Vero è eh’ egli si stringe all’ idea dello Stato patrimoniale (§ 114), poiché solo la persona del principe è per lui chiamata a dominare la vita pubblica, e al principe fa lecito il ricorso ad ogni mezzo per accrescere e conservarsi il potere; ma pure egli ha una visione netta dello Stato, di cui fìssa la denominazione moderna (1), e difende l'interesse del principe, perchè vede, nella sua sovranità illimitata e nella sua permanenza al potere, il solo mezzo per conseguire la salvezza e la pace della società (2). La sovranità non si regge più sul sogno di una suprema autorità imperiale, ma sulla potenza di uno Stato indipendente tanto dall’impero quanto dalla Chiesa, e provveduto di forze singolari e proprie. Senonchè il declinare della nazione impedì lo sviluppo di queste dottrine: la rovina della libertà trascinò la decadenza del pensiero, e l’impeto della Controriforma (1) Il nome Stalo, per indicare il complesso della costituzione politica, apparisce in Italia alla fine del sec. XV (p. es.: Decreto di Lod. il Moro, 29 ottobre 1494, in Formentóni, Due. di Milano, pag. 100: « per conservare in buona quiete et tranquillità li sudditi di questo suo stato ; ma si precisa nei Principe fed. 1532), c. 1 : « Tutti gli Stati, tutti i dominii che hanno avuto ed hanno imperio sopra gli uomini, sono Stati, e sono o repubbliche o principati»; e nei Discorsi: «Qualunque diventa principe d’una città o d’uno Stato, il miglior rimedio ch’egli abbia a tenere quel principato è, sendo egli nuovo, fare ogni cosa nuova in quello Stato »• (2) Il principe, c. 15: «non si curi d’incorrere neH’infamia di quelli vizi, senza i quali possa difficilmente salvare Io Stato ». Esaltando la crudeltà e l'astuzia di Cesare Borgia, il Machiavelli le giustifica solo perchè « non si poteva governare altrimenti » (c. 7 ; cfr. c. 17 e J*S),