Pace ai morti di Lissa 393 D’Annunzio mandò all’ammiraglio le bozze della sua “Lettera ai Dalmati'" con un messaggio in cui gli diceva: « Non so dirle quanto io ammiri quel che ha fatto a Pola, con tanta saggezza e con tanta prodezza. La mia “ Canzone ” non ha un gran compimento? E non sono io buon profeta anche in patria? Cosi l’opera sua potesse svolgersi per tutta la sponda fino a Cattaro! » La “ Lettera ai Dalmati ” era il grido del combattentismo non disposto a subire umiliazioni per ostilità degli ex-alleati, incoscienza di folle e debolezza di governanti. Le parole del poeta interpretavano i sentimenti dell’ammiraglio quando diceva: « Assistiamo a uno spettacolo miserando. Sembriamo quasi oppressi dal nostro trionfo. C’è chi.vuole spaventarci coi pericoli della vittoria, noi che abbiamo affrontato e soverchiato tutti i pericoli ». Dopo la cerimonia per Nazario Sauro, Cagni si allontanò talvolta dalla piazzaforte ormai sistemata. Incontrò il Duca d’Aosta a Trieste e D’Annunzio a Venezia ai primi di febbraio 1919. Fu in questa circostanza che i due coetanei cominciarono a parlarsi col tu confidenziale. Appena arrivato a Venezia Cagni aveva ricevuto un biglietto del poeta: « Benvenuto con tutta l’anima! Spero che questo saluto possa esserle consegnato all’arrivo e che ella possa venire a colazione, solo con solo —- o con l’ufficiale che l’accompagna — nella Casa Rossa, dove l’attendo con impazienza ». Erano ormai tre anni che non si incontravano. Alcuni giorni dopo D’Annunzio scriveva ancora: « Mio carissimo, non so dirti quanta forza mi abbia dato l’averti riabbracciato, l’averti riveduto più giovane, più ardito, più ardente che mai. Ho l’occasione improvvisa dell’ “Audace” che viene a Pola. Ti scrivo in fretta. Ti mando qualche centinaio di esemplari della “Lettera” e dell’altro opuscolo. Aggiungo, per te, un ordine del giorno, per te, pel tuo cuore di fratello. Seppi che dovesti ritornare velocissimamente in volo al tuo posto, per l’arrivo del Re, e mi sentii ancor più fiero di essere aviatore. Spero di rivederti presto. Mando quattro articoli sapienti e coraggiosi. Li avrai. Ho da parlarti di cose solenni. Quando? » Cagni, infatti, si era recato ad Abano per incontrarsi