128 PERIODO BARBARICO le leggi più antiche di Eurico e di Leovigildo sono segnate coll’indicazione di Antiquae. Una ulteriore revisione è dovuta ad Ervigi (Ervigiana del 681), la quale con le leggi dei successori Egica e Vitica, costituisce la così detta Lex Visigothorum, da cui muove più tardi il diritto volgare spagnuolo dei Fueros Juzgo. Non diverso sviluppo legislativo ebbe il regno borgognone, benché qui il moto sia stato presto interrotto dalla conquista franca (534): anche per esso si ha una doppia legislazione, per i due popoli compresi nel regno. La legge germanica ha nome di Lex Burgundionum, ed è dovuta al re Gundobado (474-516), onde venne detta anche lex Gundobada, log Gombette: essa è formata da un nucleo primitivo, che prende l’indicazione romana di Liber constitutionum (cap. 1-41); e che raccoglie le leggi del re Gundobado e dei suoi predecessori; nucleo dovuto agli anni 480-500, a cui si aggiungono più tardi, dallo stesso Gundobado e dal successore Sigismondo, altre leggi più vivamente influite dal diritto romano e alcune indicate come leggi posteriori fino al 517 (cap. 42-88; novellae, cap. 89-104 o 105). La legge romana è detta Lex romana Burgundionum, o erroneamente Papianus: essa era stata promessa da Gundobado ad uso dei sudditi romani, nel suo liber constitutionum, ma è dovuta verosimilmente al suo successore, Sigismondo, poco dopo l’anno 517. La Lex romana Burgundionum sive forma et expositio le-gum romanarum, che segue un ordine di materia parallelo a quello della prima legge germanica, è molto più breve e più imperfetta della visigotica, numera 47 titoli e contiene principi di diritto romano, tratti dalle opere legislative e scientifiche usate anche dal Breviario, oltreché dalle interpretationes, ma in forma più libera non scevra da penetrazione di elementi volgari. Dopo la conquista del regno compiuta dai Franchi, mentre la legge germanica serbò valore soltanto come diritto personale, la legge romana fu soverchiata dall’uso più frequente e più fortunato del Breviario.