— 112 — •chiesta in moglie, ricusò di passare a seconde nozze. Essendo succeduta al marito nel principato dei Thopia, lo governò in nome dei figli minorenni con saggezza e prudenza fino alla morte. Era la più sagace delle principesse della Casa dei Ca-striotta e Scanderbeg ne chiedeva sempre il consiglio negli affari di maggior momento (189). Come Scanderbeg vide che nessun esercito turco era venuto contro di lui sino alla fine di settembre, lasciò ai primi eli ottobre Dibra recandosi a Pulati, chiamatovi da Paolo Angeli, vescovo di Drivasto. Pietro Spano, principe di Sciala e di Sciosci, era morto, ed essendo i figli venuti in contesa fra di loro, non si sentiva nelle montagne che un continuo fuoco di fucileria. Scanderbeg li riconciliò, pacificando il loro paese parte con la persuasione, parte con la forza. Fece poi mettere in catene, e chiudere in prigione il loro fratello minore Marco Spano, il quale non si lasciava in alcuna maniera persuadere, ed era la cagione della contesa. Scanderbeg approfittò dell’inverno per riorganizzare l’esercito e rialzare l’animo depresso degli Albanesi. Era questo il tempo del maggior pericolo. Grli Albanesi incominciarono a nutrir dubbi sulle qualità di Scanderbeg, e d’altra parte gli agenti veneziani e quelli del Sultano Maometto seminavano discordie ed elargivano regalie senza risparmio per comperare capi e generali, al punto che oramai gli uni non si fidavano pii! degli altri. Per fortuna il popolo tutto gli si mantenne fedele e la maggioranza dei capi si recò a Croja per profferire a Sean derbeg tutti i suoi servigi. Similmente Alfonso di Napoli, il Papa di Roma e gli altri principi d’Europa gli inviarono ambasciatori con aiuti esortandolo a non perdersi d’animo pei’ la sciagura di Berat e il tradimento di Moisè. La primavera del 1456 era attesa con impazienza da tutte e due le parti: dai Turchi i quali speravano questa volta di dare a Scanderbeg il colpo di grazia, e anche dagli Albanesi che volevano lavare l’onta di Berat. Moisè partì da Costanti nopoli alla fine di aprile con un esercito di 15.000 uomini pei’ cacciare la spada nel cuore della patria. Scanderbeg lo aspettava nella Dibra Inferiore con un esercito di 12.000 armati-