Pace ai morti di Lissa 395 Si era incontrato con Millo: i due arditissimi marinai si ritrovarono come avevano previsto al momento dello sbarco nel 1917, rappresentanti dell’Italia vittoriosa sulla sponda già vietata. Avvolti nell’ardente atmosfera di Pola, di Fiume e di Zara, vissero ore di passione e furono indotti a impegnarsi perché la realtà corrispondesse al sogno reso possibile dalla vittoria. Con le loro disperate invocazioni quelle popolazioni spinsero verso una profonda crisi l’animo dei due soldati, fin sull’orlo estremo di contrasti politici col governo. Il comandante Menini racconta che verso la fine di quel febbraio 1919, una grande agitazione si propagò fra gli elementi antitaliani di Spalato, dove egli comandava la “Puglia”, solo perché si era sparsa la voce che stesse per giungere l’ammiraglio Cagni « il cui nome, insieme a quello dell’ammiraglio Millo, metteva i brividi addosso ai bravi croati ». Il 24 febbraio, compiendo i cinquantasei anni, Cagni fu nominato senatore e ricevette da D’Annunzio questo telegramma: « Mi congratulo col Senato ». Andò a Roma per prestare giuramento, introdotto da Presbitero e Francesco Ruffini, insieme agli altri nuovi eletti: Badoglio, Pe-cori-Giraldi, Hortis, Valerio e Zippel. Era già il tempo in cui si delineava profondo il contrasto fra le richieste italiane e le pretese jugoslave alla conferenza della pace. La parte migliore degli Italiani cominciava ad accorgersi della parzialità degli alleati e a reagire insieme ai fiumani e dalmati. Ma contemporaneamente cresceva la nostra debolezza interna per i disordini popolari e le lotte fra i partiti. Cagni si ispirava sempre più allo sconcio spettacolo e senza complimenti scrisse questa lettera all’amico francese Henraux: « Sono convinto che molti francesi la pensano come lei: ma purtroppo i rappresentanti più eminenti della Francia in Adriatico e per conseguenza tutti i loro dipendenti, hanno agito e continuano ad agire in modo cosi contrario alla buona intesa, in forma e sostanza cosi acre contro di noi, tutti all’unisono, che non è assolutamente possibile conservare l’illusione che non si tratti di precisi ordini del vostro governo. Ma comunque sia, molto male è stato fatto a noi. Una semina di discordie, di folli pretese,