— 113 — Ai 19 di maggio i due eserciti erano per venire alle mani allorché un cavaliere turco di nome Alnnet si fece avanti provocando a duello il più prode albanese. Zaccaria Groppa chiese a Scanderbeg licenza di misurarsi col giovane avversario. Il duello fu lungo. I cavalieri mossero l’un contro l’altro, ma le loro lance si spezzarono contro gli scudi di acciaio e i loro cavalli si urtarono con tanto impeto da rovesciarsi con i loro cavalieri. Zaccaria ed Alimet, levatisi in piedi, ripresero il duello a piedi e con le spade snudate, ma volle il caso che nemmeno in questa maniera si decidesse lo scontro, poiché in un violento assalto le spade andarono in pezzi. Alla fine Zae-caria, in un a corpo a corpo col nemico, ebbe ragione di lui '■ lo atterrò lasciandolo morto con un colpo di daga. La vittoria di Zaccaria Groppa era un presagio funesto per l’esercito turco onde Moisè per cancellare questa impressione, si fece avanti e sfidò a duello lo stesso Scanderbeg. Questi accettò senz’altro, malgrado i suoi ufficiali facessero sforzi per dissuaderlo. Ma o vergogna o paura lo vincesse, Moisè, come vide venirsi innanzi Scanderbeg, tornò subito indietro tra gli urli e le beffe dell’esercito albanese. Una pioggia impetuosa impedì la battaglia, la quale si ■combàttè l’indomani, 20 maggio, a poca distanza da Oranik, ove Mustafà pascià era stato disfatto nel 1448. Si battè Moisè con tanto valore che fece dire a Scanderbeg : « Il tradimento lo ha fatto più eroico che non la fedeltà ». Malgrado ciò, l’esercito turco andò in rotta, avendo perduto 10.000 uomini trr jtiorti, feriti e prigionieri. Gli Albanesi non risparmiarono la vita nè ai feriti nè ai prigionieri, ma li passarono tutti per le armi, vendicando in questa maniera la vergogna di Berat. Dalla 'ita parte Scanderbeg ebbe circa un migliaio di soldati e 42 ‘■officiali morti, tra i quali Demetrio Erizzo e Marino Spano, due calorosi veterani, e circa 2000 feriti. Zaccaria Groppa e Paolo -1anessi dimostrarono un incomparabile eroismo premiato da Scanderbeg con molti donativi. Questa vittoria fece dimenticare completamente agli Albanesi la disfatta di Berat. Lo stesso Moisè, sconfitto da Scan-levbeg, disprezzato dai Turchi, col rimorso nella coscienza, 8 ■ .