279 douin (1262) (1), nuovo trattato conchiudevasi col sultano d’Aleppo per opera dell’ ambasciatore Giovanni Sagredo (1264) (2) ecc. Dalle imprese di guerra, dalle opere della diplomazia, or ci richiama più dilettevole soggetto a dire degli abbellimenti di Venezia e delle sue feste. E già uno scrittore contemporaneo chiamava la Piazza di s. Marco la più bella che siavi in tutto il mondo e il Ducale Palazzo grande e bellissima meraviglia (3). Circondavano la piazza le case dei cappellani, i palazzi dei Procuratori contigui allo spedale fatto erigere dalla dogaressa Luigia contessa di Prata (4), appresso il campanile, ed altre abitazioni private. E parlando della magnifica Basilica, il Cronista ricorda la storia della Traslazione del Corpo di s. Marco, scritta davanti la bella chiesa, dandoci cosi a conoscere che fino dal 1267 esistevano i musaici della sua facciata. E altri lavori di musaico avea fatto eseguire il doge Marin Morosini nella cupola della chiesa di s. Salvatore, lavori che ragionevolmente sono a stimarsi di artisti veneziani, dappoiché, come altrove osservammo (5), i profughi dovettero fin dal principio aver trasportato in queste lagune le arti romane, le quali poi pel commercio con Costantinopoli e coll’ Oriente presero e incremento e nuove forme. Troviamo infatti menzione di un Teofane greco che insegnava pittura in Venezia nel 1200 (1 ) Reconciliaiio et concordia facta per Gulielmum principini A-chaie ciCm nobilis viris Andrea Barbadico bajulo Nigroponti, Joh. Del-phino et sociis de discordia inter D. Rainerium Zeno ducerà et comune Venetiar. ex una parte et prefatum Gulielmum et gentem suamexaltera suborta, p. 98. Lib. Albus. (2) Lib. Albus. (3) Cronaca Da Canale, t. VEH Arch. St. Ital. (4) Già aveane fatto erigere uno sul medesimo sito il doge Pietro Orseolo II. (B) T. I, p. 61.