260 Marin Morosini, personaggio, illustre per onorevoli fatti e altre magistrature sostenute sotto il suo prodecessore. E siccome 1’ ultimo doge avea posto gran cura ad innalzare i propri figliuoli, un capitolo della nuova Promissione ducale statuiva che i dogi non domandarebbero, nè farebbero domandare uffici per alcuno, nè accetterebbero alcun governo fuori della veneta giurisdizione nè in Istria, e che i dogi stessi non aspirerebbero a conseguire maggior potere ed autorità di quanta era loro per le leggi conceduta. Fin dal principio del governo del Morosini, 1’ attenzione della Repubblica fu di nuovo volta alle cose di Palestina, alla cui liberazione in quell’ anno appunto recavasi il re di Francia Luigi IX, dirigendosi però questa volta all’ Egitto, onde ritenevasi venissero allora tutte le forze ai Musulmani. Della parte avuta a questa spedizione dai Veneziani tacciono come al solito gli storici, ma che vi concorressero essi pure ne fa fede Matteo Paris, il quale ci dice avere il re mandato da Cipro il conte di Bar ed il signore di Beaujeu, valorosissimi cavalieri, a Venezia, ove furono accolti favorevolmente ed ottennert) sei onerarie cariche di frumento, di vino e d’ altre vettovaglie, nonché un sussidio militare e molti Crociati (1). Alla metà di maggio 1249 Luigi fece scioglier le vele verso 1’ Egitto, ed al principio di giugno i Crociati giunsero in vista di Damiata. Lo sbarco fu eseguito felicemente ; la città stessa cadde in loro potere. Ma anziché conti- (1) 1249. Per idem tempus, cum rex Francor. qui in Cypro liye-mcindo commorabatur, misti comitem de Bar virum discretum et elo-quentem et domiuum de Beugin militem strenuissimum ad Venetos et alioa vicinar, insularum ac urbium incolas... Cui Veneti favorabiltier, sex magnas naves frumento et vino et aliis vìctualium generibus onu-stas, nec non et militare presidium et multos cruce signatos, Uberaliter transmisemnt. Math. Paris, Hist. cingi.