303 Sulla costa occidentale d’ Africa, di faccia alla Sicilia, nna penisola sporge nel mare framezzo a due golfi l’lino de’ quali a ponente offre un comodo porto, 1’ altro tra levante e mezzogiorno comunica per un . canale con un lago che per tre miglia s’addentra fra terra e presentemente chiamasi la Goletta. Lì era un dì fabbricata Cartagine, e cinque leghe più avanti fra levante e mezzogiorno incontrasi la città di Tunisi, allora per popolazione e ricchezze una delle principali dell’Africa. I Saraceni, senza contendere lo sbarco ai Cristiani, fuggirono in sulle prime nella città, lasciando a quelli l’agio di fortificarsi. Ma piantato eh’ ebbero il campo, i crociati rimasero a lungo inoperosi attendendo 1’ arrivo di Carlo d’An-giò, ed intanto rinnovaronsi le sciagure già altra volta sofferte nell’ Egitto. Cominciò il difetto dell’ acqua, poi delle vettovaglie ; la sabbia smossa dal vento s’alzava a nuvole ardenti, i venti della zona torrida spiravano come fiamma; sopraggiunsero le malattie e la peste. I frequenti assalti dei nemici che a modo dei Beduini assalivano e fuggivano, il continuo timore delle sorprese, obbligavano i Cristiani a tenersi sempre sulle armi, le fatiche e i disagi crescevano; facevansi ogni dì più numerose le morti, generale lo scoraggiamento. Il principe Filippo, il re di Navarra, lo stesso re Luigi ammalarono, il duca di Nevers ed il legato papale * morirono. Non pertanto il re non rimetteva punto del coraggio e della pazienza, dava gli ordini opportuni, e sentendo avvicinarsi la sua ultima ora, impartiva al figlio Filippo savie e sante raccomandazioni. Altre ne fece alla figliuola regina di Navarra ed ai circostanti, poi tutto si volse a Dio ; volle essere coricato sulla cenere, e il ‘23 agosto 1270 spirò. attestato altresì da Sauli Della Cotonía de’ Genovesi a Galata e da Serra Storia di Genova.