394 Console del mare con Diaz che aveva conosciuto semplice capitano in altri tempi. Tornato a Venezia, aveva saputo che il Re stava per giungere a Pola in visita privata. Gli rincresceva non essere presente, perciò decise di accorrere subito in volo e dopo un’ora ammarava nelle acque di Pola, presso il “ Miramar ”, per raggiungere Sua Maestà a bordo della “Tegetthoff”. « Credo che questo mio brillante arrivo ha fatto un’ottima impressione. Il Re non fu mai cosi cordiale e gentile con me, fino al punto di fare colazione da me (cosa che non fa quasi mai) ». Accompagnò Vittorio Emanuele alla tomba di Sauro, all’arsenale, ai monumenti romani. Per desiderio del Re fu deciso il restauro dell’Arco dei Sergi. Appena disimpegnato l’ammiraglio tornò a Venezia a bordo di un caccia, in tempo per pranzare con l’ammiraglio Casanova. Il giorno dopo fu a visitare i luoghi sacri della guerra, dal San Michele al San Gabriele a Doberdò a Duino nel paesaggio carsico che conservava le impronte della guerra. Di quella impronta Cagni riportò tanta impressione da meravigliarsi di essere indotto, lui, anticollezionista per eccellenza, a raccogliere un misero caricatore austriaco arrugginito che spedi alla famiglia raccomandando di conservarlo. Di ritorno a Pola ebbe il piacere di trovarvi l’amico Cor-radini. Il 13 febbraio stava a Fiume a colloquio con Grazioli, quando ancora una volta quei patrioti vennero a cercarlo per sfogare con lui ansie e speranze e « per venire a prendere coraggio, come dicono essi ». Visitò le isole occupate e finalmente Zara ricevuto dal popolo accalcato sulle banchine con una di quelle dimostrazioni di incredibile intensità che lo esaltavano nella sua fede. La musica intonò l’inno a Tripoli e l’accompagnò fino al Municipio. « Anche qui dovetti parlare dal balcone e fu un’ovazione ed un grido che andava al cuore. La città era un solo tricolore. Ogni porta, ogni finestra, i campanili e la gente per le strade sventolavano drappi e bandiere: era una nuvola di bianco, rosso e verde. Poi quando sono ritornato alla banchina per imbarcarmi, ho trovato il cacciatorpediniere infiorato come una sposa. Alberi, cannoni, boccaporti, battagliole, tutto in verde d’alloro guarnito dalle signore di Zara ».